The Flash 6×18 “Pay The Piper”: la recensione

C’è una tradizione – che non riguarda solo The Flash e le serie dell’Arrowverse, ma quasi tutte le produzioni televisive, – che vuole che le penultime puntate di una stagione siano a volte migliori dei finali stessi, cariche di eventi e di aspettative e con il compito di spianare la strada ad un ultimo episodio che, al contrario, può avere l’effetto di essere un pieno successo o una delusione, a seconda delle circostanze. Partendo da questo assioma, bisogna tenere conto del fatto che Pay The Piper non è stato concepito come un penultimo episodio di stagione, e si vede.

Il fatto che ispiri quindi sentimenti contrastanti è, in un certo senso, assolutamente normale. Dal punto di vista della narrazione, per esempio, non fa nulla per far progredire la trama dedicata a Mirror Master ed allo scontro con Eva McCulloch, che avverrà chiaramente nel finale di stagione della prossima settimana e lascia anche in sospeso il destino di Iris, Kamilla e Singh, bloccati nell’Universo Specchio, mentre Iris, bloccata in quel mondo da ormai troppo tempo, come già accaduto ad Eva, sembra correre concretamente il rischio di perdere se stessa. L’episodio si chiude con l’immagine di Eva che riprende possesso del suo corpo terreno e si prepara a scatenare la sua vedetta contro il marito, il che – a ben pensarci – non costituisce una diretta minaccia per il Team Flash, che da lei ha solo bisogno di una soluzione per tirare fuori dall’Universo Specchio i propri cari. Come se ciò non bastasse, se davvero Mirror Master si liberasse di Joseph Carver, risolverebbe il problema di Joe, costretto a lasciare Central City ed entrare nel programma di protezione testimoni per sfuggire al marito di Eva. Tutto ciò costituisce quindi uno scoglio non indifferente per un finale di stagione in cui dobbiamo percepire come un pericolo ciò che un pericolo, in realtà, non sembra essere.

Il vero nemico di questo finale di stagione è infatti piuttosto il tempo, che scorre inesorabile e rischia di avere effetti collaterali irreparabili sulla psiche di Iris e dei suoi compagni di sventura oltre a minacciare di portare via definitivamente gli ultimi scampoli di velocità rimasti a Barry, soprattutto dopo il suo scontro con Godspeed. A dare un senso di preparazione per ciò verrà, interviene però il discorso finale di Barry che, come spesso accade in questa serie, fa appello al senso di fratellanza ed unione del Team per prepararlo alla sfida che li attende, soprattutto in circostanze i cui tutto sembra remare contro di loro e l’unica cosa di cui sono (finalmente!) consapevoli, è che Iris e Kamilla necessitano del loro aiuto.

Per quanto concerne la struttura dell’episodio in sé, Pay The Piper si divide sostanzialmente in due parti, una legata allo scontro e la ritrovata armonia con Hartley Rathaway, alias Pied Piper (Andy Mientus), la cui storia – viene rivelato – è stata cambiata dalla Crisi sulle Terre Infinite, trasformando quello che era diventato un alleato in un nemico, e la seconda a quello con Godspeed.

Nel caso della storyline dedicata ad Hartley Rathaway, problema non nuovo nelle serie dell’Arrowverse, si cade nell’errore di dare per scontato che il pubblico abbia una connessione emotiva con un personaggio che ha debuttato nella 1^ stagione dello show ed ha visto per l’ultima volta nella 2^, cosa che è chiaramente impossibile. Non che la la storia di come Barry riesca a riconquistare la fiducia di Hartley, aiutandolo a salvare Roderick Smith, che scopriamo peraltro essere l’amore della sua vita, sia malriuscita in sé, ma non è da penultimo episodio di stagione ed il ritorno sulla scena di questo personaggio, serve più che altro a rendere migliore lo scontro con il vero “cattivo di puntata”.

Ed è anche però sul ritorno di Godspeed che abbiamo la nostra dose di sentimenti contrastanti: dal punto di vista visivo, come successo d’altronde con Rag Doll, Godspeed è tra i migliori personaggi di questa serie, ma anche uno di quelli con il potenziale più inespresso. In Pay The Piper, il velocista dal candido costume, che ha debuttato nella 5^ stagione ed è poi tornato all’inizio di questa, continua a non avere un’identità, né uno scopo e tantomeno uno sviluppo caratteriale vero e proprio e ci viene riproposto nelle vesti di una sorta di mignon che, come accaduto in “Into the Void“, è incapace di comunicare e lancia minacce apparentemente senza costrutto. Possiamo solo sperare che la sua stessa esistenza sia legata ad un piano decisamente più sensato e nascosto che magari gli autori riservavano per il vero finale di questa stagione e che potrebbe quindi essere ragionevolmente usato nella prossima, ma quel che è certo è che vedere un personaggio tanto promettente usato in maniera così deludente è un peccato. Lo scontro tra Godspeed e The Flash, non per nulla, è uno dei migliori che abbiamo visto tra due velocisti (e non sono pochi!) in questa serie, con un uso degli effetti speciali davvero esaltante, soprattutto nell’attimo in cui Barry perde improvvisamente la propria velocità e rischia di essere sconfitto, se non fosse per l’intervento di Pied Piper. La speranza è quindi di poter vedere la stessa qualità di effetti visivi, associata anche ad una storyline più soddisfacente per un personaggio che merita di non essere usato solo perché ha un bel costume.

Fumettologia!

  • Nello scontro Godspeed/The Flash, Barry viene buttato contro un furgone della Crossover Comics and Collectibles, una catena di negozi di fumetti, sotto la cui scritta si può vedere il nome ed il numero di telefono di un certo Bernard Sands, che nei fumetti degli anni Settanta di The Flash era il figlio di Fred e Ethel, i vicini di casa di Barry.
  • Quando Ralph va a trovare Killer Frost, in una trama secondaria dell’episodio che non vale nemmeno la pena menzionare perché fine a stessa, quest’ultima sta leggendo un romanzo di Rebecca Silver, che è lo pseudonimo sotto quale Mick Rory scriveva romanzi romanzi rosa piuttosto piccanti.

CORRELATO A THE FLASH 6×18 RECENSIONE

Il finale della 6^ stagione The Flash, intitolato Success is assured, andrà in onda negli Stati Uniti martedì 12 maggio, mentre in Italia lo show è trasmesso ogni giovedì su Premium Action (canale 125 di Sky).

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