Doom Patrol 2×08 “Dad Patrol”: la recensione

L’incipit di Dad Patrol, penultimo episodio della 2^ stagione di Doom Patrol, è piuttosto oscuro e ci fornisce la rara opportunità di guardare al passato di abusi della piccola Kay, il cui padre la calava in un pozzo, lasciandovela per tutta la notte, ogni volta che voleva punirla, azione che ci ricollega anche direttamente al motivo per cui – per le tante personalità della ragazza – il pozzo in cui Miranda suggerisce sia possibile rigenerarsi, sia tanto importante.

Quando Jane interroga le altre personalità sulla scomparsa di Lucy Fugue, Miranda le dice che anche lei ha scelto la strada del pozzo, in cui alcune di loro stanno cercando la via della guarigione. Le parole di Miranda, quando Jane deciderà di tornare nei luoghi in cui Kay è cresciuta per recuperare nel vero pozzo in cui il padre la calava il suo peluche preferito, finiranno in un certo senso per perseguitarla, perché sebbene Jane sia disponibile ad affrontare letteralmente i mostri del passato per compiacere Kay, è altresì terrorizzata all’idea di una possibile guarigione, perché separarsi dalla bambina, significherebbe letteralmente perdere se stessi e Jane non è chiaramente pronta a morire.
Della stessa opinione è Larry, l’inaspettato compagno di viaggio che Jane sceglierà per il suo viaggio in Arkansas, che si trova a dover affrontare un problema molto simile. Diventare un tutt’uno con lo Spirito Negativo, gli darebbe infatti probabilmente la pace che cerca e permetterebbe anche al suo corpo di guarire, ma gli farebbe dimenticare anche il passato ed in un momento in cui Larry sta cercando di rimediarvi, è comprensibile che voglia tenere se stesso ben separato dall’entità con condivide il corpo.
Quando la missione di Jane giungerà al termine, dopo essere riuscita a recuperare il peluche ed aver anche trovato una coraggiosa lettera di Miranda indirizzata a suo padre, deciderà di mettersi in riga come le altre personalità e farsi da parte, ma proprio quando ammetterà con la sua controparte la resa, quest’ultima si rivelerà per chi davvero è, gettando sia lei che il pupazzo di Kay nel pozzo, nel quale Jane troverà i corpi delle altre personalità.

In un episodio carico di eventi, a fare da intermezzo comico è la trama dedicata a Cliff e Clara. Padre e figlia sono infatti finalmente sulla stessa lunghezza d’onda e, dopo aver scoperto un’attitudine alla scurrilità in comune, Cliff potrà fare per la figlia una serie di semplici gesti che gli sono stati preclusi fino a quel momento, come cucinarle la colazione (sorvoleremo sul dito grigliato!) e aggiustarle l’auto, il tutto dopo aver fatto ciò che lui stesso aveva consigliato a Vic di fare con Roni e che Niles non ha mai avuto il coraggio di fare con lui: scusarsi per quello che ha combinato, rischiando di mettere per sempre a repentaglio il loro rapporto.

La trama principale della puntata è invece quella dedicata a Niles e Dorothy. Dopo aver scelto di consegnarla a Kipling per proteggere il mondo dai suoi poteri, il professore – ormai morente – decide di dedicare un’intera giornata a sua figlia, comportandosi forse per la prima volta come il padre che non è mai stato per lei. Nonostante i suoi buoni propositi, Niles non riuscirà però a cogliere dei cambiamenti importanti a cui la figlia andrà incontro. Durante una fermata ad un benzinaio, la bambina ha il suo primo ciclo e la cassiera dello spaccio in cui era entrata per comprare dei dolciumi, non solo la aiuta, ma la tratta con un’inconsueta dolcezza, a cui la bambina non è affatto abituata. La Dorothy che esce da quel luogo, con il suo cambio di vestiti e dopo aver abbandonato il suo abitino di bambina, è già molto diversa da quella che vi era entrata e continua a cambiare anche nel corso di quella che sembra essere la sua ultima giornata di innocenza, perché diventare adulta non solo le fa avere delle visioni della madre, ma sta spezzando anche il suo legame con il Candlemaker, il quale non sembra più avere bisogno del suo permesso per apparire e generare caos. Mentre Dorothy vive tutto questo, un Niles completamente ignaro, è così concentrato sui suoi sensi di colpa da non rendersi conto quando tutto ciò che ha sempre temuto sia ormai vicino ed inevitabile.

Con un solo episodio alla fine di questa stagione (avrebbero dovuto essere 10, ma il numero delle puntate è stato tagliato a causa del coronavirus), sembra evidente che Doom Patrol corra verso un finale con cliffhanger, è infatti difficile che gli autori riescano a chiudere tutte le trame lasciate in sospeso, compresa quella del burrascoso ed affrettato rapporto tra Vic e Roni, trasformatasi ormai in una vera e propria antagonista per Cyborg.

La menzione d’onore per la stranezza della settimana, va invece questa volta all’esilarante promo Beekeeper and Borg, che come Steele & Stone di qualche settimana fa, vede in azione Vic e Rita in versione 007, in un buffissimo trailer.

CORRELATO A DOOM PATROL RECENSIONE 2×08

La 2^ stagione di Doom Patrol va in onda negli Stati Uniti ogni giovedì su HBO Max e DC Universe.