The Boys 2×04 “Nothing Like It in the World”: la recensione

Dopo tre episodi carichi di azione e soprattutto dopo un finale del terzo episodio davvero esplosivo, The Boys rallenta un po’. O meglio, manda ogni personaggio sul proprio sentiero, gioca sulle separazioni e sui percorsi individuali piuttosto che sulle reunion attese. Nel fare questo, allarga ma non troppo le maglie dell’intreccio stagionale, ci ripete che Stormfront è il vero simbolo del male in questa stagione, si perde dietro alcune necessità drammaturgiche. Ma fa sempre il suo dovere, in una puntata, intitolata Nothing Like It in the World, dalla lunghezza importante ma sempre avvincente.

Quindi, percorsi separati. C’è quello di Hughie, Annie e Mother’s Milk alla ricerca delle radici di un supereroe chiamato Liberty. Il tutto li condurrà ad una scoperta tragica, ed ad una conferma, nemmeno cercata, su Stormfront. Nel raccontare questa storia, e più in generale nel raccontare il personaggio di Stormfront, The Boys concilia al meglio l’idea di serie politicamente scorretta che le fa piacere mostrare (e che a noi piace vedere) con la trattazione di temi sociali. Il “trucco”, se così si può definire, consiste nel prendere in contropiede lo spettatore, arrivando al tema della violenza sulle minoranze non in modo diretto, ma compiendo un giro più largo.

Quando fa questo, la serie è perfetta. Stormfront che arringa le folle con la sua retorica antisistema e anti-Vought, quando invece lei è perfettamente integrata in essa, è un’idea efficace. Funziona tutta la vicenda sulla scelta della partner per Abisso che accompagna l’episodio, e che ci parla indirettamente del controllo sulla vita privata per esigenze pubbliche. E ovviamente funziona il Patriota, qui perduto nell’esigenza del ricordo, nella necessità di essere accettato, o amato, o temuto, sfumature di sensazioni che si assottigliano sempre più nel corso della puntata fino a scomparire.

Nelle singole idee e immagini The Boys è un ingranaggio che continua a funzionare molto bene. L’intreccio soffre quando deve costruire qualcosa di più familiarmente drammatico, più per esigenze di sceneggiatura che per altro. Lo si vede nell’incontro tra Billy Butcher e sua moglie Becca, e nel suo rifiuto in parte giustificato, ma anche un po’ forzato, di Ryan. Ed è chiaro che questo era l’episodio in cui concedere a Annie e Hughie un po’ di tempo insieme, ma al tempo stesso la gestione dei personaggi appare un po’ troppo libera e legata alle necessità dell’intreccio.

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