Batwoman 1×10 “How Queer Everything Is Today”: la recensione [MIDSEASON PREMIÈRE]

Nonostante Batwoman ed Arrow, per il tono più cupo che le accomuna rispetto alle altre serie berlantiane, siano state spesso paragonate all’interno dell’Arrowverse, c’è una fondamentale differenza tra di esse e soprattutto tra i suoi protagonisti che viene ulteriormente definita da questa première di metà stagione e cioè che, mentre Oliver Queen (che viene citato all’inizio dell’episodio per il suo estremo sacrificio durante la Crisi) non ha mai nascosto di aver scelto di indossare la maschera di Green Arrow per il suo desiderio di diventare “qualcun altro“, Kate Kane ha sempre vissuto come una restrizione la decisione diventare Batwoman la cui maschera, pur necessaria per proteggere la sua e la sicurezza delle persone che ama, non nasconde semplicemente il suo volto, ma anche la sua verità, la persona che è davvero.

Kate è gay, non ha mai cercato di nascondere le sue preferenze sessuali e fin dal debutto dello show gli autori hanno messo in chiaro come questa verità faccia parte del suo DNA e abbia anche segnato le sue scelte di vita. Supportata dalla sua famiglia, a differenza di quanto accaduto a Sophie, Kate ha vissuto e vive senza vergogna la propria omosessualità, ma non per questo ignora le crudeli leggi della società moderna, che ancora addita la diversità come qualcosa di sbagliato, un possibile male da correggere e guarire.
E’ su questo, quindi, che si concentra il tema di questo episodio, forse a volte in maniera quasi troppo marcata, senza troppe sottigliezze narrative, quando mette la protagonista della serie sulla strada di una giovane hacker trasformatasi in cyber criminale per necessità: Parker Torres è una liceale di cui l’ex ragazza ha rivelato l’omosessualità ai genitori, completamente ignari della cosa e ancora meno pronti ad accettare la verità sulla figlia, che nel suo dolore per il difficile momento che sta vivendo, ha pensato che la cosa migliore da fare fosse distrarli facendogli credere di aver rischiato di morire in un attentato, perché tornassero ad essere contenti che fosse viva.

La trovata in sè, come accennavamo, può risultare un po’ troppo drastica, semplicistica o addirittura sdolcinata, ma non bisogna dimenticare il target per cui queste serie sono scritte ed in quest’ottica è un’iniziativa che gradiamo e che ci porta a concentrarci sull’essenza, più che sull’esecuzione, del messaggio veicolato dallo show, del quale apprezziamo anche l’autoironia degli autori che fanno dire ad una disillusa Parker che il futuro che vede per sé sarà fatto probabilmente dalla necessità di nascondere le proprie compagne e dall’aspirazione di essere “rappresentata da qualche personaggio ausiliario nel suo show preferito“. La sostanza del discorso è che all’alba del 2020 essere gay è ancora un problema e molti giovani vivono le difficoltà di dover nascondere la verità su loro stessi, la paura di rivelarla o addirittura il trauma di vedersi esposti da altri e Kate capisce profondamente il discorso di Parker, perché lei stessa si sente in colpa per essere costretta ad indossare una maschera. Ecco perché l’intervento di Alice, che vorrebbe forzarla a rivelare la propria identità usando Parker, finisce per essere l’occasione per Kate per rivelare la sua verità, che sarà resa pubblica in un mini-astratto crossover con Supergirl, da un articolo a firma di Kara Danvers in cui Batwoman dirà al mondo di essere omosessuale proprio quando tutti la immaginavano coinvolta in una storia d’amore con un bel poliziotto dal sorriso smagliante che incrocia casualmente la sua strada.

Per quanto concerne poi le conseguenze della Crisi sulle Terre Infinite, per gran parte dell’episodio sembra che in Batwoman – a differenza di quanto avviene in Supergirl – la Terra-Prime di Kate non sia poi così diversa dalla sua Terra-1 pre-crisi: Catherine è sempre morta per mano di Alice, che ha anche incastrato Jacob per l’omicidio, mentre una sconsolata Mary, che cerca in tutti i modi di imbottigliare il trauma per la morte della madre e l’ingiusta incarcerazione del padre, è alla ricerca di un modo per aiutare Jacob ad uscire di prigione.
Tra Mouse ed Alice, invece, le cose non sembrano andare esattamente come prima, ma questo leggero slittamento degli equilibri nella peculiare coppia di fratelli, non ha tanto a che fare con gli eventi del crossover quanto con la presa di coscienza da parte di Mouse che l’ossessione di Alice per la sorella è incurabile e che quello che lei crede essere stato un gesto che le riavvicinerà (l’uccisione di Catherine), ha invece contribuito ad allontanarle forse per sempre, facendo capire a Kate che non vi è più nulla in lei di Beth da salvare.

Ma ovviamente il meglio dell’episodio è riservato per il sorprendente finale in cui Kate, tornata nella Wayne Tower, trova ad attenderla un doppelgänger della sorella Beth, sempre interpretata da Rachel Skarsten, in ottima forma, viva e ritornata – ignara di tutto – in città dopo una lunga assenza. L’imprevedibile effetto causato dalla crisi promette non solo di sconvolgere la vita di tutti i protagonisti della serie, ma di cambiare profondamente le dinamiche tra i diversi personaggi, soprattutto ora che Alice è stata catturata ed in una seconda parte di questa prima stagione della serie che, con queste premesse, non vediamo l’ora di goderci.

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La prima stagione di Batwoman va in onda negli Stati Uniti ogni domenica su The CW.