Carmen Sandiego (terza stagione): la recensione

Non è facile parlare di una terza stagione compiuta in questo caso. Osando sfidare il record negativo di numero di episodi di She-Ra e le principesse guerriere, Carmen Sandiego propone allo spettatore per la sua terza stagione appena cinque episodi. Questi arrivano su Netflix un anno dopo il debutto della seconda stagione e una manciata di mesi dopo l’arrivo di uno speciale interattivo. Forse costretti tra le maglie di una produzione ostacolata dalle difficoltà degli ultimi mesi, ma nonostante tutto presentati come un’unica stagione. Non il massimo per una serie che già faticava lo scorso anno a trovare un proprio equilibrio.

Carmen Sandiego rimane alla ricerca di modi per ostacolare i piani criminali della VILE, la sua ex organizzazione. Al tempo stesso i villain della serie le danno la caccia in giro per il mondo. Così fa l’agente Devineau, che stavolta si troverà a collaborare con una nuova partner, decisamente diversa da Argent. Per la terza stagione, Carmen Sandiego trova una linearità negli elementi che accomunano queste poche missioni della protagonista in giro per il mondo. Si tratta di maschere, che ricorrono dal Messico agli Stati Uniti, da Venezia a Londra.

Il tema delle maschere, così legato forse involontariamente all’attualità, è quel filo rosso che manca al resto della stagione a livello di intreccio. E forse ormai inizia ad essere tardi per lo show per costruire quella solidità che ancora gli sfugge. Demerito va alla costruzione dei personaggi, che non sono così approfonditi quanto dovrebbero. Zack e Ivy sono due spalle, e tanto rimangono, ma è Carmen, troppo perfetta e precisa, completamente distaccata e inafferrabile, ad allontanare davvero l’empatia.

La serie animata non elabora il fascino delle sue ambientazioni, e si limita a comunicare in remoto alcune vaghe informazioni sul posto. Tutt’altro approccio rispetto alla serie degli anni ’90, che abbracciava in pieno la sua componente educativa e riusciva anche a sostenere un ritmo più alto. Carmen Sandiego vorrebbe, si intuisce in alcuni momenti, essere una serie più “profonda” e dal maggiore sviluppo dei caratteri, ma non ha il coraggio di elaborare mai davvero quegli spunti in qualcosa che possa creare interesse.

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