Non si può scrivere una recensione della prima stagione di Dash & Lily senza prima sottolineare come Netflix stia trovando negli adattamenti dei romanzi young adult, in particolare con sfumature un po’ romantiche, uno dei suoi punti di forza. Successi come The Kissing Booth e To All The Boys I’ve Loved Before hanno contribuito in maniera significativa a sostenere la piattaforma di streaming e l’arrivo del nuovo progetto tratto dai romanzi di David Levithan e Rachel Cohn conferma il buon feeling con il genere, regalando una storia leggera, ma non banale, che sfrutta in modo intelligente l’atmosfera delle feste natalizie per proporre un racconto di crescita personale e un ritratto di New York e dei suoi abitanti che suscita un po’ di malinconia in un periodo in cui compiere un tour nei luoghi al centro della storia dei due protagonisti è, purtroppo, impossibile.

La storia raccontata nelle otto puntate dello show creato da Joe Tracz avrebbe potuto senza alcun problema diventare un film, come accaduto in precedenza con i libri degli autori Tutto accadde in una notte (Nick & Norahs infinite playlist) e Va finire che ti amo (Naomi and Ely’s no kiss list), ma la scelta presa permette di costruire con maggiore attenzione il rapporto tra i due protagonisti e di dare maggiore spazio ai personaggi secondari che possiedono delle caratteristiche tali da far sperare nella creazione di spinoff tra le pagine e sugli schermi.

Al centro della trama c’è Lily (Midori Francis), una ragazza di 17 anni che vede nel Natale un appuntamento magico e sogna di trovare l’amore, come accaduto ai suoi genitori e al fratello Langston (Troy Iwata). La giovane è un po’ in crisi perché le tradizioni di famiglia sembrano destinate a essere spezzate e decide, su consiglio del fratello, di lasciare un quaderno rosso tra gli scaffali dell’iconica libreria Strand. Tra le pagine ha scritto una serie di sfide e a imbattersi nell’oggetto è Dash (Austin Abrams), un ragazzo che odia il Natale e sta trascorrendo le giornate che lo separano dal 25 dicembre evitando i genitori e quasi tutti i suoi amici, compresa la sua ex Sofia (Keana Marie). Il teenager rimane immediatamente intrigato dalla curiosa iniziativa e, senza conoscerne l’autrice o le motivazioni, accetta la sfida. Tra i due inizierà quindi uno scambio a distanza di opinioni, confessioni e prove di “coraggio” che li farà riflettere e forse capire cosa desiderano dalla vita e dal rapporto con gli altri.

Le otto puntate sviluppano molto bene il percorso compiuto dai due protagonisti, dando comunque il giusto spazio agli altri personaggi, dal fratello Langston, che si trova in difficoltà nella sua relazione con il fidanzato Benny (Diego Guevara) a causa dei timori legati alla distanza, al gruppo di amici di Dash guidato dal divertente Boomer (Dante Brown) che comprende ragazzi di estrazione sociale ben diversa dagli “outsider” che frequenta la complessa Lily, senza dimenticare la famiglia della giovane in cui c’è anche un nonno (James Saito), premuoroso ma piuttosto severo, e un’affascinante e determinata zia (Jodi Long).

Il team al lavoro sulla creazione delle otto puntate è di alto livello e il trio di registi composto da Brad Silberling, Fred Savage e Pamela Romanowksy compie un lavoro davvero impeccabile nell’inserire nel contesto di una New York natalizia e dall’atmosfera magica e cosmopolita un racconto in grado di proporre una formula ben costruita all’insegna di romanticismo, crescita personale e amicizia.
Dash & Lily riesce con leggerezza a costruire due protagonisti ricchi di sfumature che ricordano con sensibilità come essere solitari, come Dash, non significhi affatto essere soli ed essere fuori dagli schemi non voglia dire essere “strani”. L’incontro tra i due teenager diventa così il punto di partenza per una crescita personale che assume una forma diversa per ognuno dei personaggi, processo che coinvolge anche gli adulti seppur rimangano in secondo piano.

I responsabili del casting hanno trovato in Austin Abrams e Midori Francis gli interpreti perfetti per i ruoli principali. Il giovane attore apparso recentemente in Euphoria e Chemical Hearts si inserisce senza difficoltà nel gruppo dei coetanei popolari pur rendendo evidente una sensibilità e una curiosità intellettuale più evidente rispetto ai suoi compagni di scuola, tra cui l’ingenuo e un po’ superficiale Edgar Thibaud (Glenn McCuen). Midori è invece una ventata di freschezza nella sua interpretazione di una protagonista che sta facendo i conti con un trauma personale che l’ha portata a isolarsi, considerando ciò che la rende unica quasi un motivo di vergogna, e la cui sensibilità ha delle conseguenze anche sulla sua famiglia.

Le otto puntate, sostenute da una colonna sonora efficace e che fin dal primo episodio unisce hit a classici natalizi come River di Joni Mitchell, trascinano gli spettatori nel mondo dei due teenager celebrando il valore dell’amicizia e la dolcezza del primo amore, affrontando anche le conseguenze del bullismo e dell’incomunicabilità tra diverse genitori, ma senza alcuna retorica o eccessi di stereotipi.

Dash & Lily, anche grazie alla breve durata degli episodi, si rivela come il titolo perfetto per un binge watching in grado di divertire ed emozionare con semplicità e poche pretese, lasciando la voglia di scoprire come si evolverà il rapporto tra i due protagonisti, delineato in modo realistico nonostante la premessa che dà il via alla storia, negli adattamenti dei due successivi romanzi, sperando inoltre in un approfondimento delle dinamiche in famiglia e degli sviluppi con al centro gli amici dei due teenager.