Come ogni serie tv, anche Doctor Who non è esente dall’avere puntate filler, che non aggiungo niente a livello di storyline orizzontale ma sono utili a raggiungere il numero di episodi necessari a formare una stagione completa. The Tsuranga Conundrum appartiene proprio a questa categoria, avendo portando sul piccolo schermo un’avventura random del Dottore che poteva essere tranquillamente inserita in qualsiasi punto della stagione, non avendo fornito nessun nuovo elemento per comprendere la trama di fondo di quest’anno.

Da buon filler che si rispetti, l’episodio non ha mostrato alcun cenno di originalità, limitandosi a giocare per tutta la sua durata con la struttura narrativa del primo film della saga di Alien. Recuperato da un’astronave ospedale dopo aver per errore attivato una mina di prossimità, il Team TARDIS si è infatti trovato a dover fronteggiare un membro della razza dei Pting, un’adorabile quanto vorace creatura salita a bordo per divorarsi l’intera struttura.

Se la regia di Jennifer Perrott e soprattutto la GCI con cui è stato realizzato l’alieno sono da lodare, tutto il resto è apparso privo di mordente e personalità. Anche la caratterizzazione dei personaggi, finora punto all’occhiello della scrittura di Chibnall, si è qui limitata a mettere in scena figure stereotipate o a ripetere quanto già detto negli scorsi episodi.

Nonostante la poca brillantezza di The Tsuranga Conundrum, Jodie Whittake è comunque riuscita a tirare fuori un’ottima prestazione, mentre tra i Companion a spiccare maggiormente è stato il Ryan di Tosin Cole grazie ai parallelismi tra la sua storia di figlio abbandonato dal padre e quella dell’uomo incinta che vuole dare via il bimbo che tiene in grembo una volta nato.

Un episodio poco riuscito su cinque andati in onda è sicuramente accettabile, soprattutto se sono tutti scritti dalla stessa persona. Questa scelta, su cui ci siamo espressi già nella scorsa recensione, continua però a non convincerci fino in fondo. Vedremo nelle prossime settimane se essa si sarà rivelata vincente o meno, anche se l’annuncio che quest’anno probabilmente non ci sarà nessun speciale di Natale per “mancanza di idee” non promette niente di buono.