Doom Patrol 2×05 “Finger Patrol”: la recensione

Glen Winter torna a sedere sulla sedia della regia di Doom Patrol dai tempi il pilot e lo fa per Finger Patrol, un episodio che per buona parte lascia lo spettatore con un falso senso di tranquillità, che viene poi fatto in pezzi nei minuti finali della puntata.

La parte probabilmente più debole dell’episodio, è quella che concerne la storia di Victor e Roni che torna nella sua vita dopo un solo episodio di pausa. La relazione tra i due sembra tuttavia essere diventata troppo importante, troppo velocemente, tanto da lasciare un po’ interdetti e anche dal rendere difficile interpretare i sentimenti di Vic che, pur essendo ovviamente molto preso da lei, sembra anche percepirla inconsciamente come una potenziale minaccia, come testimonia il sogno da cui Cliff lo risveglia bruscamente. E se anche questa particolare storyline non ci ha convinto particolarmente, quanto meno ci ha regalato alcuni momenti tra Cliff e Vic davvero brillanti, compresa la divertentissima e più che credibile sequenza in cui Robotman si immagina come l’eroe di un telefilm degli anni Settanta stile Starsky & Hutch, dal titolo Steele & Stone (e, per la cronaca, se mai volessero fare uno spinoff del genere noi saremmo in prima fila a guardarlo!)
Nell’episodio Cliff, che sta anche cercando lentamente di ricostruire il suo rapporto con Niles, riceve anche la sorprendente notizia che, forse, quest’ultimo potrebbe ridargli il senso del tatto perduto, in una scena in cui il Professore, nonostante tutto quello che deve ancora farsi perdonare, sembra comportarsi quasi troppo freddamente con Cliff.

Finger Patrol, in cui Vic e Cliff non hanno nel complesso una trama particolarmente importante, si concentra invece in particolare su Larry e sul suo ritrovato legame con la famiglia. O quasi.
Dopo aver appreso del suicidio del figlio Gary, Larry – che nello scorso episodio ha deciso di presentarsi al suo funerale ed entrare nuovamente nella vita del figlio Paul – deve ora vedersela con la “normalità” di una vita familiare ed accetta l’invito del primogenito ad aiutarlo a svuotare la casa del fratello. Le cose, inizialmente, sembrano andare per il meglio, tanto che Paul presenta al padre suo figlio e il suo nipotino e Larry si sente abbastanza a proprio agio da confessargli non solo di essere gay, ma anche di rimpiangere le scelte fatte nel passato, soprattutto nei confronti della moglie Cheryl. Ben lungi dal reagire tuttavia come avrebbe creduto, Paul svela il suo vero piano. Non solo l’uomo accusa infatti il padre di aver contribuito alla follia della madre, diventata una teorica della cospirazioni dopo la sua “morte”, ma anche di aver indirettamente causato il suicidio di Gary, trascinato in questa follia dalla donna. Il suo risentimento è tale che Paul gli confessa di averlo denunciato al Dipartimento della Difesa un momento prima che una lunga colonna di minacciosi SUV neri si avvicinano alla casa, intenzionati a catturare Larry e Rita, che era andata con l’amico per sostenerlo. Lo scontro che ne consegue, in cui il nipote di Larry resta ferito, verrà interrotto dall’intervento di Negative Man, che riuscirà a fuggire portando in salvo anche Rita. Ma la ferita che l’ennesimo tradimento subito da questo personaggio ha aperto, potrebbe questa volta impiegare molto tempo a guarire.

La trama principale dell’episodio è invece dedicata a Baby Doll e Dorothy. Per un glorioso attimo, gli autori lasciano credere al pubblico che le due possano essere veramente le perfette compagne di gioco, fino a che la triste verità non verrà bruscamente rivelata: due creature tanto innocenti e che hanno tra le mani poteri tali da essere incontrollabili, non avrebbero mai dovuto incontrarsi. Più di una volta, nel corso dell’episodio, si lascia intendere che possa accadere qualcosa di terribile da un momento all’altro, magari proprio a causa della gelosia che Dorothy sembra manifestare nei confronti del rapporto tra Niles e Baby Doll, ma quando gli eventi precipitano per davvero, lo fanno in un certo senso per una motivazione inaspettata.

Nonostante Niles stesso abbia confessato alla figlia di non essersi comportato con lei sempre come un buon padre, dopo la rivelazione di averla tenuta prigioniera con la complicità di Danny the Street, la lite tra DorothyBaby Doll scatta solo quando quest’ultima lo definisce malvagio, una verità che la figlia si rifiuta di accettare. A quel punto, Dorothy cercherà di vendicarsi di Baby Doll spaventandola e quest’ultima la intrappolerà in una fornace, azione che farà evocare alla bambina l’eggregora Candlemaker che – dopo essere riuscito a liberarsi di Flaming Katy, giunta in difesa di Baby Doll – ucciderà apparentemente quest’ultima davanti a tutte le altre personalità di Crazy Jane, dimostrando – di fatto – che le preoccupazioni di Niles nei confronti della figlia erano dopotutto più che giustificate.

CORRELATO A DOOM PATROL RECENSIONE 2×05

La 2^ stagione di Doom Patrol va in onda negli Stati Uniti ogni giovedì su HBO Max e DC Universe.