Ma perché non lasciano dormire in pace Meredith Grey? Siamo onesti, questa è la domanda che tutti noi abbiamo continuato a farci guardando il 3° episodio della 17^ stagione di Grey’s Anatomy. Dopotutto abbiamo aspettato così tanto per rivedere riuniti Derek e Meredith che il minimo che meritavamo sarebbe stato un abbraccio, anche in un sogno, piuttosto che vedere la protagonista della serie finire a faccia in giù sulla sabbia che ovviamente non è sabbia, perché quello che sta vivendo è solo un sogno.

Battute a parte, la storyline dedicata allo stato di salute di Meredith, svenuta nel parcheggio dell’ospedale alla fine della scorsa puntata per aver contratto il COVID, è veramente ben giocata dagli autori o almeno lo è fino ad ora, perché non solo sottolinea fino a che punto i suoi amici e la sua famiglia siano disposti a lottare per lei, ma anche quanto lei stessa sia lacerata tra il desiderio di lasciarsi andare e quello di combattere per i propri figli, un argomento di cui, stranamente o magari nemmeno troppo, riesce però a parlare in maniera più onesta ed aperta con la persona che la conosce meno: Cormac Hayes.

Il nodo gordiano, infatti, non è tanto che le persone che la circondano non vogliano comprensibilmente lasciarla andare, ma che lei stessa esiti a farlo, terrorizzata dal lasciarsi cullare dall’idea che farlo sia dopotutto ciò che desidera più nel profondo. Il peggioramento del suo stato di salute ha anche portato alla luce una questione pratica di non poco conto, perché Meredith ha segnalato Alex Karev come persona responsabile per le decisioni legate al suo stato di salute, convinta che lui fosse l’unico in grado di fare la dolorosa scelta di staccarle la spina, qualora il caso lo richiedesse. Ma Alex ormai non c’è più e spetterà alla Bailey farle capire che sarebbe consigliabile scegliere qualcun altro per questo compito. Meredith, nonostante l’affetto che prova per loro o probabilmente proprio per questo, esclude di mettere Amelia o Maggie nella posizione di prendere una simile decisione, convinta che la prima avrebbe seri problemi a farlo e che la seconda non sarebbe mai pronta a lasciarla andare e così finisce per fare la scelta più logica, nonché quella che forse tutti ci saremmo aspettati da lei, designando Richard per il compito, qualcuno cioè che non lascerebbe nulla di intentato prima di lasciarla morire, ma che sarebbe anche in grado anche di prendere una decisione tanto difficile in forza del legame che li unisce.

Il COVID continua così a farla da padrone anche dopo la première di Grey’s Anatomy, a differenza di quanto accaduto per esempio in The Good Doctor, in cui lo show è passato ad un ideale mondo in cui la pandemia è ormai un ricordo, e non è un mistero il motivo per cui gli autori abbiano scelto proprio Meredith come potenziale vittima. Sebbene sia difficile credere che che proprio la protagonista della serie possa davvero rischiare di morire, l’intento è quello di fare in modo che questa trama conti e abbia una risonanza tra il pubblico della serie, perché il COVID è ancora un problema serio negli Stati Uniti (come in molti paesi) e molti ne sottovalutano l’impatto, anche a causa di quanto questa pandemia sia stata politicizzata.

Come era prevedibile, inoltre, il COVID non sta avendo un impatto solo sulla protagonista dello show, ma anche su tutti i medici del Grey Sloan Memorial Hospital impegnati in prima linea a combattere la pandemia e costretti ad assistere impotenti alla morte di così tanti pazienti, soprattutto persone di colore, cioè una fascia di popolazione più indifesa e con minore accesso alle cure rispetto ai bianchi.

Tra le altre storyline affrontate dall’episodio: il caso seguito da Joe e Carina ed il rapporto tra Amelia e Link, che continua ad essere una delle cose più godibili della serie fin da quando gli autori hanno deciso di mettere insieme questi due personaggi, la più interessante è quella che concerne Tom Koracick.

Il modo in cui questo personaggio è stato trattato dagli autori, va detto, rasenta a volte la schizofrenia. Tom è passato da picchi di estremo altruismo a profondità di completo egoistico egocentrismo che abbiamo ormai perso il conto di quante volte lo abbiamo visto cambiare, ma la versione che apprezziamo di più del personaggio è quella fragile che vediamo in “My Happy Ending“. Non solo infatti Koracick ha perso il suo titolo di responsabile dei primari che è stato affidato a Richard il quale, a differenza di quanto fatto da Tom, non ha esitato a portare serie migliorie alla politica dell’ospedale per proteggere i lavoratori sanitari, ma si trova a dover affrontare un compito più grande di lui, insegnare ai nuovi strutturati giunti in ospedale, un compito che si rivela chiaramente al di là delle sue capacità, come ammetterà lui stesso con Richard, a cui riconosce un dono nel saper insegnare.
Non solo Tom deve quindi affrontare il proprio fallimento come amministratore ed insegnante, ma anche far fronte alla fine della storia con Teddy, di cui è ancora innamorato. E come se questo non bastasse, Owen finisce per essere colui che gli recherà la notizia di essere risultato positivo al COVID, motivo per cui deve andare immediatamente in quarantena e lasciare i suoi compiti in ospedale.

Anche la vita personale di Teddy continua ad essere un disastro, tanto che Maggie la affronta a muso duro quando si tratta della salute della sorella, imponendone di lasciare i suoi problemi fuori dalla porta ed occuparsi della sua paziente al meglio delle sue possibilità, una cosa non facilissima, considerato tutto quello che le sta succedendo e che continua ad essere esposto e chiacchierato da tutto il personale medico. Come abbiamo già ribadito, è difficile farsi piacere la piega che ha preso un personaggio che sembra miglia lontano da quello che era quando debuttò nello show ed è un po’ triste vedere una donna intelligente e forte come Teddy, completamente persa ed incapace di disconoscere i propri errori.

Anche la storyline di DeLuca, che si sta occupando di Meredith assieme a Teddy, non è esattamente quello che ci saremmo aspettati, soprattutto perché – tra la fine della scorsa stagione e l’inizio della 17^ – siamo stati privati di una parte fondamentale del suo percorso di cure, il che rende difficile inquadrare quando potenzialmente pericoloso sia per lui, come medico e persona, essere per esempio sottoposto allo stress di prendersi cura di una persona che ha amato e che rischia la vita nel caso in cui, come suo medico curante, non dovesse fare le scelte più giuste.

La 17^ stagione di Grey’s Anatomy tornerà in onda giovedì 3 dicembre negli Stati Uniti sulla ABC, mentre debutterà in Italia martedì 24 novembre su Fox.

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