Alzi la mano chi vuole un’amicizia come quella tra Roger e Martin!
Il motivo per cui, a nostro avviso, questa serie funziona così bene, al di là dell’indiscutibile fatto che sia scritta in maniera brillante, piacevole e a volte profonda, è che continua a rappresentare fin dal suo esordio l’amicizia maschile come pochi show hanno saputo fare negli anni. Solitamente tra persone dello stesso sesso in televisione, si tende – per ragioni drammatiche – a mostrare un rapporto conflittuale: uomini che competono sul lavoro o donne che litigano a causa di un uomo, mentre in Lethal Weapon la relazione tra i due protagonisti, nata spontaneamente e senza bisogno di troppe spiegazioni, continua ad essere una delle punte di diamante dello show. Il solo dialogo tra i due in cui Murtaugh descrive a Riggs le dita del vice capo Gina Santos (Michelle Hurd) che si soffermano sulle sue per ben due secondi (!) mentre aumentava il volume della radio in una notte piovosa del 2003, valgono l’intera puntata.

Immagini promozionali di Born To Run ©2017 Fox Broadcasting Co. CR: Darren Michaels/FOX

Ma come non ci stanchiamo mai di dire, questa serie ha una marcia in più perché tutto il cast ha una marcia in più e sembra sintonizzato sulla stessa lunghezza d’onda quando si parla di umorismo. A dimostrarlo, in questo secondo episodio della seconda stagione, è toccato al capitano Avery (Kevin Rahm) che trovandosi in ambasce a causa della minacciosa presenza della Santos, giunta a valutare il rendimento del suo Distretto, si trova a prendere parte alle indagini in maniera piuttosto attiva, affiancando così i suoi folli sottoposti e Karen Palmer (Hilarie Burton), decisa a riabilitare il proprio nome all’interno della DEA dopo che i suoi capi hanno scoperto che è stata lei a consegnare a Riggs il fascicolo che lo ha messo sulle tracce di Tito Flores. L’occasione è stata sfruttata molto bene dagli autori, perché il quartetto, sul campo, ha finito per funzionare alla grande e nessuno ha fatto da ruota di scorta, moltiplicando così il divertimento.

Anche il nuovo personaggio della Santos si adatta perfettamente allo spirito della serie, perché invece di essere il superiore ottuso e prevaricatore che avrebbe potuto essere, non ha soffocato la dinamica lavorativa dei suoi colleghi e pur criticandone in parte i metodi, ha dimostrato di non essere cieca di fronte alla loro capacità di portare a casa il risultato. Sarà quindi davvero interessante vederla circuire Roger, sia che lo faccia per puro divertimento che per reale interesse nei suoi confronti e, per dirla tutta, la Hurd è stata così insolitamente piacevole in questo episodio da farci quasi dimenticare il disastro che è stato il suo personaggio di Shepherd in Blindspot. Quasi.

La matrimonio tra Roger e Trish continua inoltre ad essere una dei più piacevoli che ci si possa vedere in televisione ed il modo in cui si relazionano tra loro e con i propri figli è sempre fonte di grandi soddisfazioni. Non temiamo, in verità, che la Santos possa essere una minaccia per i due, ma ammettiamo che sarebbe anche interessante vedere questa solidissima coppia incontrare qualche serio ostacolo. Considerando come la serie ha sempre gestito anche i suoi momenti più drammatici, non pensiamo infatti che l’occasione sarebbe sprecata.

Per quanto concerne Riggs, con il caso di sua moglie ormai chiuso e la fonte del suo odio morta e sepolta, il detective finge di essere ormai “a posto” e “normale“, ma in realtà è comprensibilmente difficile per lui spostare tutta quell’energia dedicata fino a poco tempo prima al proprio dolore ed il proprio odio su un altro obiettivo, tanto da non riuscire davvero a sapere cosa fare di se stesso. Il destino gli verrà generosamente incontro quando scoprirà che Karen ha messo a repentaglio la propria carriera per lui. Per quanto sia necessario per Martin trovare un po’ di serenità nella sua rinnovata relazione con Palmer, televisivamente parlando, non crediamo che l’agente della DEA sia la sua “lei“, la donna che affiancherà Miranda nel suo cuore perché, nonostante tutto, è ancora troppo presto e Riggs deve fare ancora parecchia strada per permettere a qualcuno di invadergli il cuore come aveva fatto sua moglie. Non vogliamo minimizzare assolutamente il rapporto tra i due, come non crediamo che Karen sia solo un mero rimpiazzo, ma restiamo dell’idea che sentimentalmente parlando questo complesso personaggio abbia ancora molte ferite aperte da far guarire. D’altronde, se davvero fosse stato così interessato a lei, avrebbe mantenuto i contatti e certo non sarebbe quasi casualmente inciampato sulla notiazia che Karen aveva quasi perso il lavoro per lui.

Concludiamo questa recensione con una piccola nota a margine: qualcuno può spiegarci perché Riggs impugni sempre la pistola in quel modo curioso?

La seconda stagione di Lethal Weapon va in onda negli Stati Uniti ogni martedì su Fox.