Il pilot di Outcast è uno degli esempi più riusciti di trasposizione da fumetto a serie-tv degli ultimi anni. Questa rara capacità, almeno per quanto riguarda il primo episodio, è una lama a doppio taglio, perché a lungo andare potrebbe rischiare di non dare risultati del tutto positivi. Il pilot dà infatti cenni di poca inventiva sul fronte del riadattamento. Si percepiscono, per quanto questo possa sembrare assurdo, le stesse sensazioni che si provano durante la lettura del primo numero intitolato “Un’Oscurità lo Circonda”, questo perché l’episodio segue in pieno il linguaggio tipico del fumetto non raccontandoci, anche in termini di svolte narrative, nessuna novità. A questo proposito sappiamo benissimo che i fumetti, così come i romanzi, non devono muoversi sempre sullo stesso piano del prodotto audiovisivo perché c’è il rischio che il pubblico, ignaro del prodotto cartaceo, si trovi di fronte ad un tipo di narrazione a cui non è abituato.

Nonostante questa breve introduzione che potrebbe spaventare i fan più intrepidi riguardo il nuovo progetto, Outcast convince sotto altri aspetti a partire dalla scelta molto azzeccata del cast. Gli attori in questa prima puntata si comportano come se stessero recitando la loro parte ormai da anni. Patrick Fugit interpreta la figura del reietto in maniera molto convincente e sin da subito incuriosisce il suo “misterioso” rapporto con la sorellastra, interpretata dalla delicata Wrenn Shmidt.

Lo straniamento di Kyle, le sue paure e il coraggio costruitosi con il tempo a causa del suo oscuro e difficile passato, va di pari passo con le sensazioni che viviamo noi guardando questi primi quaranta minuti del pilot. Siamo chiaramente invitati ad osservare la macabra cittadina di Rome sotto i suoi occhi, come se stessimo guardando il tutto in prima persona. Gli altri personaggi interagiscono con lui, e quindi anche con noi, senza parlare troppo di quello che è il trascorso del protagonista. Scopriamo man mano le cose con una certa naturalezza e questo è sicuramente il punto forte di rispettare in maniera così minuziosa il fumetto. La nostra speranza è che la serie assuma con il tempo una sua identità e che il processo di costruzione visto nel primo episodio sia solo un chiaro “omaggio” al lavoro di Kirkman e Azaceta.

Detto questo, gli elementi più forti di questo primo episodio sono l’uso della fotografia e un’attenta ricerca nelle inquadrature. Veniamo introdotti in una cittadina che sembra essere sospesa nel tempo, lontana da tutto e tutti. Rome ha una sua anima, è straniante e accoglie in maniera formidabile l’idea di una presenza demoniaca. Questo è molto importante, dal nostro punto di vista, perché regala qualcosa di inedito a un argomento piuttosto inflazionato. Oggi come oggi parlare di esorcismi e convincere la massa che si sta raccontando qualcosa di nuovo è molto difficile. Anche il reverendo che si occupa di esorcizzare il piccolo Joshua (sorprendente l’interpretazione del bambino) ricorda vagamente Padre Lankester Merrin interpretato da Stellan Skarsgård in L’esorcista: La Genesi, sia nelle fattezze che nel suo carattere grottesco ma anche molto ironico. Sicuramente se il protagonista fosse stato il reverendo questo avrebbe destato sicuramente qualche perplessità. Kyle invece è una figura che cerca di rinascere e di distruggere a tutti i costi il male e capirne a pieno le sue fattezze non considerando come amico di supporto e d’avventura Dio. Ed è proprio questo il contrasto che rende l’intera vicenda invitante.

Durante il corso dell’episodio tutto è suddiviso tramite picchi di forte tensione e picchi di calma “apparente”. Detto questo in Outcast non ci si annoia, il pilot è carico di una buona suspense che parte immediatamente attraverso il prologo, ben riuscito e capace di tenere incollato allo schermo dall’inizio alla fine. Guardando i primi minuti l’idea che ci facciamo è che quello a cui assisteremo anche negli episodi successivi sarà qualcosa che non si limiterà a suscitare terrore solo attraverso la violenza, ma anche attraverso quelli che sono i legami tra i personaggi, le atmosfere, gli stati d’animo e il passato mascherato sotto forma di demonio che torna a tormentare senza pietà.