The Undoing – Le verità non dette: la recensione

David E. Kelley (Big Little Lies) torna a collaborare con Nicole Kidman per la serie The Undoing – Le verità non dette, che debutterà in Italia a partire da venerdì 8 gennaio, i cui 6 episodi raccontano la storia di Grace (Nicole Kidman) e Jonathan Fraser (Hugh Grant) e del modo in cui il loro dorato mondo, proprio come suggerisce il titolo originale, verrà demolito da un brutale omicidio che porterà alla luce un castello di bugie.

La miniserie, che per ciò che sappiamo al momento non avrà un seguito, è tratta dal romanzo di Jean Hanff Korelitz, pubblicato nel 2014 ed intitolato “You Should Have Known” (Avresti dovuto saperlo) e chi ha letto il libro avrà modo di constatare come lo show, come spesso accade con le trasposizioni televisive di opere letterarie, abbia poco in comune con il materiale a cui si ispira. Al di là del tema centrale dell’omicidio, infatti, nel romanzo è immediatamente chiaro che Jonathan Fraser si è macchiato dell’omicidio della sua amante Elena Alves (Matilda De Angelis), tanto che il personaggio, in fuga dalla polizia e dopo aver confessato alla moglie il suo crimine in una lettera, non apparirà che nelle ultime pagine, quando verrà catturato dall’Interpol e riportato negli Stati Uniti per essere processato. Per il resto, il libro si concentra più sulla protagonista interpretata nella serie dalla Kidman e su suo figlio Henry (Noah Jupe) e sul loro tentativo di ricostruirsi una vita lontani da New York e dal clamore del caso che li ha coinvolti, mentre cercano di conciliare l’immagine del marito e del padre perfetto con quella dell’omicida che si è invece rivelato essere.

La serie, al contrario, gioca fino all’ultimo con il dubbio e la possibilità che il personaggio interpretato da Hugh Grant non sia il vero colpevole e questo è sicuramente il suo punto di forza, considerato come nell’arco dei 6 episodi al pubblico saranno date diverse possibili e valide alternative alla colpevolezza di Jonathan, facendo dello show un’esperienza di visione molto diversa rispetto alla lettura del romanzo, che si concentra sulla psicologia dei protagonisti più che sul mistero del caso in cui vengono coinvolti, in un approccio che lascerà però qualche crepa in The Undoing la serie.

L’AMBIENTAZIONE

La famiglia Fraser fa parte dell’elite di New York City. Grace, una psicologa clinica che si occupa di problemi di coppia, è la figlia del magnate Franklin Reinhardt (Donald Sutherland) ed ha vissuto tutta la vita nell’Upper East Side, beneficiando di una posizione economica e sociale privilegiata, fatta di lusso, scuole esclusive ed una ricchezza inimmaginabile. Un mondo apparentemente perfetto nel quale lei cerca di navigare fingendo, in un certo senso, di non trovarcisi perfettamente a proprio agio. Grace non avrebbe infatti bisogno di lavorare, eppure si è creata una carriera come psicologa e si distingue anche dalle donne che condividono la sua stessa posizione grazie ad una natura più generosa ed accogliente ed al tentativo di mostrare la propria indipendenza con un aspetto bohemienne ed in un certo senso ribelle, che la distingue dalle altre.

Il suo matrimonio con Jonathan, nei momenti in cui ci viene mostrato prima della tragedia, appare genuinamente felice ed invidiato. Il marito è infatti un oncologo infantile completamente dedito alla sua missione ed alla famiglia e sembra ricambiare sinceramente l’amore della moglie con la quale ha anche una notevole intesa sessuale. Il mondo nel quale si muovono entrambi trasmette così quel fascino voyeuristico che solo quel genere di ricchezza riesce a suscitare, spingendo chiunque a domandarsi come sia vivere tra le mura di case che sembrano regge, senza avere alcuna preoccupazione economica al mondo e che porta, come pubblico, ad assistere quasi con sadistico piacere al crollo di tanta perfezione, che si rivela invece una facciata per una verità sconvolgente ed inattesa.

LA PSICOLOGIA DEI PROTAGONISTI

Come accennavamo Grace è una donna dalla natura generosa, tanto da accogliere la nuova arrivata alla Reardon School senza alcun pregiudizio. Elena Alves (Matilda De Angelis), il cui figlio frequenta la stessa scuola di Henry grazie ad una borsa di studio è l’opposto del personaggio interpretato dalla Kidman. Dove Grace è elegante e discreta, Elena è sessualmente aggressiva ed impudente e, fin dal suo primo incontro con Grace, cerca di attirarla nella sua rete, provocandola con ciò che nella vita le ha sempre permesso di distinguersi dalle altre e costruirsi la propria strada nel mondo: la propria bellezza. Nonostante Grace sia apparentemente imbarazzata da tanta sfacciata intraprendenza, è evidente che ne è anche affascinata, proprio perché è tanto diversa dal suo mondo e lei è sempre stata attratta dalla diversità, come testimoniano sia il suo look che il suo atteggiamento verso la vita. Essendo tuttavia The Undoing un thriller, impone di mantenere un senso di ambiguità che permeerà tutta la serie, lasciando che gli spettatori si domandino fino all’ultimo se il desiderio di trasgressione di Grace potrebbe averla portata addirittura ad uccidere.

Se da una parte l’equivocità è necessaria a far funzionare la trama, dall’altra leva forse l’opportunità di capire più profondamente la protagonista, la sua vera reazione di fronte alla verità sul marito e sul suo matrimonio e cosa debba aver provato nel rendersi conto che la sua esistenza era stata costruita su una serie di menzogne, che, in quanto persona professionalmente allenata a farlo, avrebbe dovuto comprendere ben prima che una tragedia distruggesse il suo matrimonio. Quello che è il punto di forza del romanzo, il racconto vissuto in prima persona dalla protagonista, diventa quindi il punto debole della serie che, per esigenze di copione, non può permettersi di svelare troppo di Grace, al fine di non rivelare il vero colpevole.

Dal punto di vista della caratterizzazione dei personaggi, Jonathan Fraser, come probabilmente è giusto che sia, risulta anche il più interessante, una riuscitissima rappresentazione di un narcisista sociopatico, nonché uno dei ruoli migliori interpretati da Hugh Grant, che si scrolla finalmente di dosso lo scanzonato e pasticcione protagonista da commedia romantica per dare vita ad un personaggio oscuro, pieno di ombre e pericolosamente attraente. La vita di Jonathan è un castello di bugie, per sostenere le quali ha manipolato tutte le persone che gli sono state accanto, a partire dalla sua famiglia di origine, con la quale la sua stessa moglie non ha quasi mai avuto contatti grazie alle bugie da lui raccontate. L’arte di un manipolatore quale lui è, dopotutto, è proprio quella di riuscire ad isolare le sue vittime per alimentare le proprie menzogne ed il mondo illusorio che si è costruito ed a cui finisce per credere lui stesso.

L’episodio finale, in cui Jonathan rapisce Henry nell’inutile tentativo di sfuggire alla verità, è la perfetta rappresentazione di come un uomo abituato al controllo reagirebbe di fronte alla sua perdita. Senza avere un piano e senza avere vie di fuga, Jonathan rifiuta ciecamente l’idea di non essere visto dal figlio come la perfetta figura paterna che si è sempre illuso di essere e cerca semplicemente di riprendere quel controllo che ha ormai perso, dicendo apertamente al figlio che l’uomo che ha ucciso Elena “non era lui”, semplicemente perché Jonathan Fraser non può accettare il fallimento e non perché provi in alcun modo rimorso o rimpianto per le sue azioni. La scelta stessa della sua professione è una sorta di conferma del delirio della sua onnipotenza. Chi, dopotutto, è più ammirato di un medico che dedica la propria vita alla cura dei bambini malati di cancro? La rivelazione della sua natura, così improvvisa ed inaspettata, è uno shock non solo per Grace, che si rende conto di essere stata la perfetta vittima, ma anche per il pubblico, che viene bruscamente risvegliato dalla profondità della malignità umana rappresentata da un uomo che sembrava invece idealmente perfetto.

Ciò che abbiamo detto per il personaggio di Grace, vale in un certo senso anche per quello di Elena. Matilda De Angelis appare poco nella serie prima della sua morte, che viene mostrata senza filtri proprio per contrapporsi violentemente all’impeccabile ed elegante mondo in cui avviene, ma la sua presenza è comunque di notevole impatto. Elena si distingue immediatamente dalle donne che frequentano una società a cui lei non appartiene e spicca tra tutti, diventando inevitabilmente quella di cui sparlare alle spalle (nel caso delle donne) e da ammirare segretamente (in quello degli uomini). Ciò nonostante la sua natura potenzialmente pericolosa e le sue vere intenzioni rimarranno un mistero e, come spesso accadde nelle serie crime, rimarrà in parte imprigionata nella sua stessa definizione di “vittima”, anche quando il personaggio sembra tutto tranne che quello. Quali fosse il suo scopo, perché avesse deciso di avvicinare e provocare Grace, se voleva solo vendicarsi del suo amante o minacciarlo, sono domande che resteranno senza risposta, come non si saprà mai se Elena fosse davvero una persona psicologicamente instabile, come Jonathan la accusa di essere stata, o fosse solo un’altra vittima delle molte bugie del suo assassino. La sensazione che Jonathan avesse, forse per la prima volta nella sua vita, incontrato qualcuno in grado di contrapporsi al suo narcisismo è quella che rende il personaggio di Elena così affascinante, tanto da riuscire a distruggerne l’esistenza anche da morta e nonostante abbia pagato con la sua stessa vita questo risultato, cosa che fa di lei un personaggio particolarmente attraente, che si vorrebbe conoscere molto meglio e più approfonditamente, al di la della sua prorompente fisicità.

Per una serie che riesce a giocare con l’incertezza del colpevole con ottimi risultati, rendendo difficile comprendere la natura dei suoi protagonisti quasi fino all’ultimo fotogramma, la cosa forse più deludente è proprio il suo finale, che risulta a nostro avviso forse troppo precipitoso rispetto al torbido percorso nel quale gli spettatori sono accompagnati nei precedenti episodi, il che lascia quasi un sensazione di incompletezza, data anche dalla mancanza di uno scontro finale e risolutivo tra Grace e Jonathan. Nel complesso The Undoing è un notevole banco di prova per Hugh Grant, abituato a ruoli ben diversi, dal quale esce decisamente vincitore, anche rispetto a Nicole Kidman che, nonostante la sua indiscussa bravura, risalta meno della sua co-star, in buona parte perché la natura ambigua di Grace alla fine, non paga tanto quanto quella del marito.

The Undoing – Le verità non dette (qui sopra il trailer) è in onda su Sky e NOW TV dall’8 gennaio con tutti gli episodi subito disponibili On Demand e in streaming ed in lineare ogni venerdì su Sky Atlantic.