Watchmen 1×05 “Little Fear of Lightning”: la recensione

Nelle storie per la televisione di Damon Lindelof c’è sempre un trauma che funge da collante tra il passato ed il presente. Esiste un altrove, confinato a flashback o memorie sbiadite, in cui qualcosa di tremendo è accaduto. E, per grande o piccolo che sia quell’evento, basta la sua esistenza a dislocare il presente e chi lo vive in una bolla separata dal resto. L’isola di Lost era questo, il non-luogo per definizione che si muove lungo lo spazio e il tempo in modi non lineari. Qui i fantasmi, letterali o meno, dei peccati commessi in vita tornavano in un limbo in cui i personaggi erano separati da un passato lontanissimo.

Ancora più forte era questo senso di maledizione collettiva in The Leftovers. Qui coloro che non erano rimasti vittima del Grande Rapimento trascinavano avanti la propria vita soffocando in un senso di colpa inesplicabile e indefinibile. È il timore dell’ignoto, che annienta e schiaccia l’individuo, perché lo inchioda alla sua nullità, alla sua incapacità di determinare gli eventi o anche solo comprenderli. Nell’immaginare la propria visione di Watchmen, per Lindelof è impossibile non tornare a quelle idee e applicarle a questo ennesimo presente alternativo. Nello specifico, l’episodio Little Fear of Lightning tratta proprio di questo, molto più di quanto già facessero gli altri.

Ciò che prima era contorno ora è contenuto, forma stessa della puntata che si apre con la testimonianza diretta del disastro di New York. In un flashback, che poi scopriremo appartenere a Wade Tillman, l’uomo dietro la maschera di Looking Glass, vediamo la devastazione provocata dallo schianto del “calamaro spaziale” su New York, con la sua onda psichica e i suoi milioni di morti. È una storia di origini a modo suo, di quelle che scavano le radici del trauma della perdita (che è comune alla maggior parte dei supereroi) ancor prima del costume e del nome altisonante. Qui in particolare lo “specchio” dell’identità di Wade rievoca il salone degli specchi nel quale si trovava quando avvenne la catastrofe.

Ma può essere anche considerato un collegamento alla maschera cangiante di Rorschach, che deforma e riflette idealmente la psiche di chi ha di fronte (dove quella di Looking Glass invece deforma le sembianze). In ogni caso, l’episodio ce ne racconta la routine, fatta di paura e paranoia. Il personaggio, nonostante la scorza dura mostrata sul lavoro, non ha mai superato la catastrofe. Vive condizionato dalla possibilità di un nuovo disastro, ossessionato da una vaga forma di controllo e previsione del pericolo. Ad una riunione conosce una donna, che poi si scoprirà far parte del gruppo della Seventh Cavalry. È quindi messo a conoscenza del retroscena dietro l’attacco degli anni ’80 (che i lettori del fumetto, spettatori ideali della serie, già conoscono), ma questo potrebbe non bastare a placare la sua ansia.

Per canali diversi, la forma del trauma assume connotati diversi secondo il periodo in cui è narrata. Raccontare un disastro accaduto a New York che ha lasciato ferite profonde nell’animo di chi si riteneva al sicuro evoca inevitabilmente scenari da 11 settembre, tanto che anche qui ci si riferisce all’evento anche solo tramite mese e giorno. La storia si fa e disfa secondo linguaggi familiari, ma anche diversi, come Spielberg che invece di Schindler’s List potrebbe decidere di utilizzare una delle immagini più iconiche del proprio cinema per narrare altro.

Di forte impatto anche le scene di Adrian Veidt. Nel fumetto originale la metanarrazione rappresenta dai Racconti del vascello nero era una storia dentro la storia e fungeva da metafora per il piano di Veidt. Un naufrago non esitava a legare insieme i cadaveri dei compagni per costruire una zattera e riuscire a dare l’allarme. Qui la scrittura recupera quella metafora ideale e la trasforma in contenuto, con Veidt che ancora una volta, e più letteralmente che mai, utilizza dei corpi per mandare un messaggio.

CORRELATO A WATCHMEN 1X05 RECENSIONE

La serie di Watchmen va in onda su Sky in contemporanea con gli Stati Uniti alle 3 della notte tra domenica e lunedì e poi lunedì sera in versione originale alle 21.15 su Sky Atlantic e NOW TV.