Una settimana fa Red Ronnie ha fatto una lunga diretta di 3 ore sul suo canale YouTube centrata su SanPa , il documentario su San Patrignano al quale lo stesso Red Ronnie ha fornito moltissime immagini (fornite a pagamento, spiega lui stesso) oltre ad essere ampiamente intervistato.

Il principio da cui parte Red Ronnie parlando di Sanpa nella sua diretta è quello mediatico, cioè che se si fa un documentario su qualcosa lo si fa per raccontarne le ombre e il marcio e questa è la prassi dell’editoria televisiva (ma anche cartacea). Per dimostrare il suo punto racconta di quando andò a Londra per intervistare George Harrison e gli portò la sua biografia, ovvero un libro appena uscito su di lui. Solo che Harrison non lo voleva nemmeno vedere quel libro e la ragione, gli disse, era che era frutto di un’intervista che Harrison non diede: “Per fare un libro oggi devi scriverne male. So che lì ci sono tutte bugie, perché deve parlarne male altrimenti non gli fanno proprio fare il libro”.
E sempre per spiegare come mai SanPa è come è Red Ronnie cita anche Pavarotti quando disse: “Fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce” quindi, aggiunge lui, “una foresta di ragazzi salvati fa più rumore di un ragazzo morto”. E chiude: “È giusta questa prospettiva, è uno special televisivo e va bene così. Ma non va bene se racconti una storia vera”.

L’accusa principale che porta invece è di non aver inserito le moltissime possibili testimonianze di tossici e ospiti di San Patrignano che lui conosce che sono stati salvati, reinseriti nella società e diventati imprenditori o professori universitari.
Oltre a Red Ronnie chiaramente la diretta ha dato voce su SanPa a moltissimi commentatori. Molti di questi commenti letti raccontavano di essere ex ospiti di San Patrignano, ex tossici reinseriti con successo nella società, che hanno messo in piedi famiglie, avuto figli e condotto, di lì in poi, una vita pulita.
Questo è, nelle parole di Red Ronnie, il grande omesso di Sanpa, tutte le molte testimonianze positive (che in certi casi sono anche state intervistate) non inserito nel montaggio finale.
In più ha precisato anche di aver partecipato al documentario, sul cui esito pieno di ombre non aveva dubbi, per minimizzare il danno (stessa ragione, spiega sempre Ronnie, che ha spinto il figlio di Muccioli a fare altrettanto con il medesimo scetticismo).

Di seguito i punti principali che Red Ronnie ha sollevato e che lamenta non siano stati inseriti nella serie.

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Pannella a San Patrignano

“Quando Pannella disse ‘Se mi dimostrerete che ho torto io sulle droghe mi dimetto’ e lo dimostrarono. Un ragazzo si alzò e disse ‘Io mi facevo e portavo il pullman con i bambini a scuola in montagna e mi fermavo a bordi della strada strafatto, lei affiderebbe suo figlio ad un drogato?’ No”

L’indotto sottratto alla malavita

“Ogni persona che si faceva consumava 300.000 lire di eroina al giorno, che significa un indotto di furti e spaccio di 1.000.000 al giorno. Se si considerano le 2.000 persone ospitate da San Patrignano fanno 2 miliardi di indotto al giorno, 800 miliardi in un anno, cioè 800 milioni di euro sottratti alla malavita, ecco perché Muccioli dava fastidio”

Sull’affidabilità della registrazione fatta da Walter Delogu

“Hanno tagliato quasi tutte le mie dichiarazioni importanti […] Ho dato loro un viaggio di notte fatto con Muccioli in cui lui sapeva che stavo registrando e, parlando di una persona che aveva fatto un servizio televisivo contro San Patrignano, disse: ‘A questa bisognava prendere un cavallo’ e non vi aggiungo cosa avrebbe dovuto fargli il cavallo in erezione. Quante volte tra amici si dice: “Ma quello bisognerebbe dargli una botta in testa e buttarlo nel fosso!”? Ma si è tra amici […] E poi come faceva Walter Delogu a sapere che accendendo la cassetta Muccioli avrebbe parlato di quella cosa? Ne parlava ogni volta? Oppure lui l’hai portato a parlare di quella cosa?”

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Il ghepardo e il filo spinato

“Molti dei tossici che entravano si portavano cose assurde, anche animali. E Muccioli prendeva sia loro che gli animali. Uno una volta entrò con un ghepardo. Era il periodo del processo. L’avevano messo in una gabbia con il filo spinato e una giornalista che venne riprese il filo spinato e poi nel servizio disse ‘Guardate come vengono reclusi i ragazzi di San Patrignano’”

Mario Guidi

“È il primo giornalista che si è occupato di San Patrignano, io e Andrea Muccioli abbiamo dato il suo numero agli autori, perché non l’hanno intervistato?”

In seguito Red Ronnie nella diretta su SanPa ha anche chiamato Mario Guidi, la stessa persona che lo portò per la prima volta nella comunità per fargliela conoscere. Guidi al telefono ha raccontato la sua carriera e si è espresso a favore di Muccioli e dei suoi metodi.

Gli abbracci

“Gli abbracci dove sono? Non ci sono nel documentario, eppure io le ho fornite le immagini degli abbracci della vigilia di Natale. Duravano ore e ore, Vincenzo abbracciava tutti i ragazzi”.

L’uscita dalla comunità

“Quando Vincenzo decideva che un ragazzo poteva uscire dalla comunità, e lui sapeva quando potevano farlo, non è che lo lasciava andare così. Gli diceva: ‘Dove vai? Ti devo trovare un lavoro, ti devo trovare una casa. Se hai messo famiglia ti dobbiamo trovare sostentamento, aiutare a mettere su un’attività’. Quanti artigiani sono diventati artigiani in virtù di quello che hanno imparato a San Patrignano? Non venivano abbandonati, c’era il follow up”

Red Ronnie sfrega SanpaLa morte di Vincenzo Muccioli

“La vera causa della morte di Vincenzo Muccioli è l’essere stato tradito da una persona cui aveva dato tanta fiducia, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Non ce la faceva più, aveva capito che con quella storia avrebbero chiuso San Patrignano e c’erano già quelli che se lo sarebbero spartito. Così Vincenzo ha capito che per salvarlo doveva morire. E quindi si è lasciato morire. Come si fa? Fai una scelta, capisci che il tuo momento è finito e ti devi togliere, altrimenti il voler rimanere attaccato nuoce alla tua stessa creatura”

La ragazza recuperata ritrovata da Red Ronnie

Ad un certo punto in SanPa viene raccontato di una ragazza che fuggì da San Patrignano e fu trovata da un conoscente di Red Ronnie che lo avvertì e lui a sua volta avvertì Vincenzo Muccioli su dove trovarla. L’incontro è stato ripreso e si vede Muccioli dire espressamente di non volerla abbracciare fino a che non è lei ad abbracciarlo.

“La ragazza che viene recuperata davanti alle mie videocamere aveva una storia complicata, anche il fratellino si faceva, la famiglia era sfasciata. Lei ora non c’è più, ma Vincenzo l’aveva recuperata. E ci sono le immagini di quando era recuperata, io ce l’ho e gliele ho date, ma non le hanno usate. Vincenzo l’aveva presa proprio a casa sua, con sé. E l’aveva recuperata. Poi ha ricominciato a farsi e non ce l’ha fatta, ma del resto quando ti fai di qualsiasi roba poi arrivano problemi di salute, al fegato… Eppure ha avuto una famiglia, dei figli”.

La serie alternativa

Ad un certo punto qualcuno dai commenti gli chiede di fare una controserie su San Patrignano e Red Ronnie dice esplicitamente:

“Farò una serie alternativa con il mio materiale”

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