Bentornati al consueto appuntamento sul dietro le quinte di The Mandalorian! L’undicesimo episodio, o se vogliamo il terzo della seconda stagione, è un episodio più breve degli altri, ma molto intenso, e che ha soprattutto il merito di iniziare ad allacciare tra loro varie sottotrame e di ricollegare le avventure di Mando e del Bambino al resto dell’universo starwarsiano. Il tutto, naturalmente, condito dalla consueta serie di riferimenti, easter eggs e dettagli nascosti. Si parte!

Cominciamo con l’OI-CT, la “gru a quattro zampe” che recupera il Razor Crest dopo il suo poco fortunato atterraggio nella baia di Trask, che ricicla palesemente la struttura del più celebre mezzo d’assalto terrestre di Star Wars, l’AT-AT, e che aveva già fatto una comparsata in sottofondo in Solo: A Star Wars Story.

La luna marina di Trask sembra essere popolata in buona parte dalle due razze acquatiche di Star Wars per eccellenza, i Mon Calamari e i Quarren. Entrambi hanno fatto il loro esordio in Episodio VI, Il Ritorno dello Jedi: i primi nella figura dell’Ammiraglio “è una trappola!” Ackbar e i secondi tra il marasma di alieni presenti alla corte di Jabba. La loro storia è poi stata sviluppata in una miriade di prodotti secondari che hanno narrato la non facile convivenza delle due razze sul pianeta nativo Mon Cala, dove l’idealismo e l’intraprendenza dei Mon Calamari mal si conciliano col cinismo e il rancore dei Quarren.

Forse come “penitenza” per la voracità dimostrata nella puntata precedente, il Bambino deve vedersela con una serie di mostri grandi e piccoli animati da una gran voglia di mangiarselo: la piccola creatura che lo aggredisce al volto nella locanda di Trask è un palese rimando ad Alien, mentre il mostro più grande a cui i Quarren tentano di gettarlo in pasto, il mamacore è debitore delle sue fattezze al rinomato Sarlacc, con cui forse è imparentato alla lontana.

Passiamo a esaminare gli amici e alleati di questa puntata: i Nite Owls (gufi notturni), la squadra di Mandaloriani che accorre in aiuto di Mando è composta da Bo-Katan Kryze, su cui c’è molto da dire, Koska Reeves, interpretata dalla star del wrestling Sasha Banks e Axe Woves, il più taciturno della squadra. Superfluo a dirsi per chi ha seguito le serie animate Clone Wars e Rebels, Bo-Katan ha una lunga storia alle spalle ed è quella che forse più di chiunque altro avrebbe diritto a rivendicare il controllo del pianeta Mandalore (da cui il nome della puntata, l’erede). Capo del clan Kryze, funge da trait d’union per molte delle trame che finora rimanevano scollegate nella serie: è lei che ha perduto la darksaber che abbiamo visto impugnare da Moff Gideon nel finale della scorsa stagione, ed è quindi lei ad avere più di ogni altro un conto da regolare con il villain principale della serie. È sempre lei a fare chiarezza sulle “regole” che imporrebbero ai mandaloriani di non mostrare in pubblico il volto, ma su questo torneremo tra poco. Ci limitiamo ad aggiungere che è interpretata da Katee Sackhoff, nota ai più per il suo ruolo in Battlestar Galactica, che ha anche prestato la voce a Bo-Katan nelle serie animate, nonché le sue fattezze come modello per realizzare la sua versione animata: in breve, una scelta di casting obbligata!

Bo-Katan

Sul fronte dei nemici segnaliamo la prestazione di Titus Welliver nei panni dell’ufficiale Imperiale ai comandi del trasporto Gozanti, che di antagonisti se ne intende: è lui ad avere dato un volto al temibile fumo nero nell’ultima stagione di Lost e ci piace pensare che il suo perentorio “close the hatch!” (chiudi la botola!) sia un ammiccamento alla saga dei naufraghi sull’isola misteriosa.

Torniamo a Mando: Bo-Katan spiega che la legge di non mostrare il volto in pubblico è una regola inculcata nei suoi membri solo da uno dei clan più intransigenti e fanatici di Mandalore, la Death Watch o Ronda della Morte, che diede già dimostrazione della sua inflessibilità nelle serie animate succitate. Possibile che questo induca Din Djarin a dubitare di alcuni dei precetti che ha rispettato finora… il tempo lo dirà! Ci limitiamo ad aggiungere un’osservazione ‘estetica’: la Death Watch in questione, tra le altre cose, è l’ispiratrice del design delle Guardie Reali dell’Imperatore, i cui elmi si rifanno proprio a quelli del clan in questione.

Chiudiamo con la citazione di un altro pezzo grosso la cui presenza era già annunciata da tempo in questa stagione: Bo-Katan indirizza Mando verso Ashoka Tano: personaggio feticcio dello storyteller Dave Filoni ed ex apprendista di Anakin Skywalker, ha attraversato indenne le serie animate Clone Wars e Rebels e si appresta a fare il suo esordio in versione ‘live’ nell’universo post-Jedi. L’ultima volta era stata vista in procinto di partire alla ricerca del compagno di squadra Ezra Bridger, scomparso nelle Regioni Ignote. Forse la sua comparsa in The Mandalorian sarà l’occasione per fare il punto della situazione su quella cerca e sullo status dell’ordine Jedi in generale!