Non è un segreto che la storia di Katie Cassidy con Arrow non sia stata delle più semplici: scelta inizialmente come protagonista femminile di una nascente, serie che avrebbe aperto la strada ad un genere ormai più che apprezzato nel mondo delle produzioni televisive, il suo personaggio – con grande delusione di molti fan del fumetto – si è visto soppiantare da quello interpretato da Emily Bett Rickards, faticando a trovare poi il suo spazio nella serie come ideale sostituta della sorella Sara Lance, nel ruolo di Black Canary. La morte di Laurel nella 4^ stagione, poi, era sembrato il suo canto del cigno, fino a che gli autori non sono riusciti a riportare l’attrice nello show come Black Siren, un ruolo che le ha permesso per un certo tempo di giocare con l’idea di entrare a far parte delle nutrite fila di nemici dell’arciere mascherato, fino a conquistarsi infine un posto tra i suoi alleati ed un potenziale spinoff a fianco di Juliana Harkavy (Black Canary) e Katherine McNamara (Mia Smoak), il cui destino non è ancora però stato ufficializzato da un network che ha invece già promosso a serie Superman & Lois e Walker Texas Ranger.

In questa intervista con TV Line, l’attrice parla dell’ultima stagione di Arrow, in onda in Italia su Prime Action (canale 125 di Sky), e del futuro di Green Arrow and the Canaries, mentre ripercorre la sua esperienza nel suo insieme in questi 8 anni che hanno contribuito a cambiarla molto, come professionista e come persona.

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Sin da quando Black Siren ha cominciato a frequentare Star City, i fan hanno chiesto per lei un arco narrativo di redenzione. Qual è stata per te la cosa più importante del percorso di due anni che ha seguito quel momento?
Solo che la sua storia venisse raccontata ed interpretata come se fosse un personaggio a se stante, a partire dal fatto che lei nasce come doppelgänger. Volevo che Black Siren avesse un certo spessore, che si capisse che aveva vissuto un’altra vita ed è spettato agli autori ed a me darle una storia d’origine e farla apparire più complessa e credibile possibile. Volevo avere l’opportunità di poter raccontare la sua storia e la sua origine e penso che stiamo ancora esplorando quella fase. E questo è ciò che rende interessante il potenziale spinoff, Green Arrow and the Canaries; il fatto che non conosciamo ancora la storia di Black Siren su Terra-2 mentre cercava di redimersi ed imparava a diventare un eroina. Che cosa è successo quando ripartiamo con il pilot nel 2040? C’è ancora molto da raccontare su di lei.

Nella première dell’8^ stagione sono state ricreate molte scene e dialoghi del pilot, non sei stata sopraffatta da un senso di déjà vu a pensare a 8 anni fa?
Non direi “sopraffatta”, ma ho sentito una certa nostalgia. E naturalmente è stato fantastico rivedere Colin [Donnell] e riavere tutti a bordo, rivedere i vecchi set… E’ stato tutto molto vero per me, come se fosse stata una “scena d’addio” o una sorta di “fino a quando non ci rivedremo”. Mi è venuto da piangere perché ho realizzato che era la fine di un capitolo ed un temporaneo addio, ma ancora, sono fiduciosa per lo spinoff. Mi sento positiva e credo che dovremo continuare.

Per la tua interpretazione nell’episodio 8×02 Benvenuti a Hong Kong!, ti abbiamo dedicato una menzione d’onore, perché Laurel ha dovuto affrontare la perdita della sua Terra. Cosa bisogna fare per arrivare a quel genere di interpretazione emotiva?
O mio Dio, grazie per averlo chiesto. E lo dico perché non ho ancora avuto l’occasione di parlarne… Ma, okay, come sapete ho diretto il 3° episodio di questa stagione, Atto di fede. E’ stata la prima volta in assoluto per me e stavo preparando l’episodio mentre giravamo l’802 e affiancavo il regista dell’801… e all’inizio dell’8^ stagione avevo appena traslocato durante la pausa. Quindi, in pratica, non mi sono fermata un attimo tra la fine della 7^ stagione e l’inizio dell’8^, è stato folle. Non mi sono fermata un attimo dall’inizio di luglio fino alla fine di ottobre. Devo ammettere che è stato come se l’universo si stesse muovendo in mio favore, perché ero esausta, ma anche molto grata di avere l’opportunità di dirigere e del fatto che avessero scritto questo episodio, l’802, per me. Hanno scritto una storia incredibile che ho amato recitare ed interpretare. Ero soddisfatta sia per la 802 che per l’episodio che ho avuto l’opportunità di dirigere.

E l’episodio che hai diretto non è stato certo riposante. Avevi molto da fare, riportare in scena Thea e Talia, le location particolari, i nuovi set… qual è stata la sfida più grande?
Ad essere onesti il lavoro più grosso è stato quello di pianificazione e preparazione e non c’è stato un attimo di pausa. Ho dovuto lavorare molto, ma ne è valsa la pena. E’ stato incredibile, e, tengo a ribadirlo, sono grata alla troupe e a chiunque mi abbia aiutata a dare vita alla mia visione. Non posso dire che ci siano state troppe sfide, giusto qualche “incidente di percorso”, ma bisogna essere ingegnosi sapendo che il tempo scorre e come vuoi comunicare la tua idea. Fortunatamente avevo preso parte al programma della WB per i registi, quindi ero ben preparata. Ho imparato qualcosa anche della post-produzione, il che ha aiutato molto.

Oliver e Thea seduti su uno strapiombo, devi essere stata piuttosto fiera di quella scena. Era davvero bella.
Oh mio Dio, era bella, vero? E’ stata l’ultima scena che abbiamo girato per quell’episodio. Avevo praticamente finito tutto l’episodio, che era piuttosto importante, e poi ho dovuto girare quella particolare scena quando avevamo già cominciato con l’804, Tempo presente, quindi sono dovuta tornare a dirigere a metà della giornata di riprese. Ma c’era una bella atmosfera e mi sentivo sicura di me. Quell’ultima scena mi è venuta in mente lì per lì, quello stesso giorno, ecco cosa la rende speciale. E’ stata bellissima e sorprendente e di nuovo sono grata a tutta la troupe. Ma anche la scena alla fine, in cui Oliver vede per la prima volta Mia e William ormai adulti nel bunker, anche quella mi è venuta in mente all’ultimo momento ed è stata davvero divertente. Ma grazie, apprezzo i complimenti per la mia performance.

Nell’episodio 803, Atto di fede, Laurel ha l’opportunità di dire addio a Quentin come forse non pensava di avere bisogno di fare. Ha significato molto per te avere l’opportunità di girare qeell’ultima scena con Paul Blackthorne?
Certamente. Ho avuto qualche difficoltà con quella scena, ma penso che ne abbia avute anche il mio personaggio.

Perché ha cercato di negare per un’intera stagione quanto in realtà loro due significassero l’uno per l’altra.
Esatto.

Penso che non ti sia stato dato molto tempo per prepararti, ma come hai fatto a cambiare la tua interpretazione dall’episodio del backdoor pilot, tanto da darci la sensazione che Laurel fosse un po’ diversa dal solito?
Non mi sono preparata molto, ma è interessante, perché ho lavorato per anni con la nostra showrunner e gli autori di quell’episodio – Beth Schwartz, Marc Guggenheim, Oscar Balderrama, Jill Blankenship. Loro sanno cosa so fare come attrice e sanno cosa mi riesce meglio e credo che, proprio per quell’episodio in particolare, si siano affidati a questa conoscenza nello scrivere, motivo per cui sono riuscita ad affrontarlo in quel modo. Ho anche detto loro – e guardando l’episodio penso che sia evidente – che, come performer, tendo a dare il meglio di me stessa quando posso davvero immergermi nel mio ruolo, quelle sono le occasioni in cui riesco meglio, quando vivo quello che interpreto. E penso che sia bello, perché si vede il suo lato più tosto, ma lei è anche…

Persa. A me ha dato quella sensazione.
Sì, ha un cuore ed ha un lato più tenero che vorrebbe poter condividere, ma è anche combattuta. E’ una guerriera e vuole che anche Mia lo sia. Non so, credo sia un personaggio complesso, ecco.

C’è qualcosa che sai della Laurel dello spinoff – qualche segreto che ti è stato rivelato su di lei – qualcosa di succoso che a noi non è ancora stato detto?
Beh, certo! Ma non posso anticipare nulla. Ma sì, ne ho parlato con gli autori e lo staff, certo…

Hai qualche aneddoto sul finale di serie?
E’ stato nostalgico. L’ultima stagione è stata davvero breve e quindi tutto mi è sembrato particolarmente nostalgico.

Il risorto Tommy è sembrato interessato a Laurel al funerale. Cosa ne pensi, che fosse una cosa “già vista”?
Beh, ecco… non lo so, sai… Considerato cosa accade tra la Laurel ed il Tommy di Terra-2…

C’è stato qualcosa che speravi di vedere in quest’ultima stagione per il tuo personaggio, che però non si è avverato? Per esempio, credi di aver avuto abbastanza scene con Stephen Amell?
Sì. Anche se avrei sperato di averne di più. Mi è piaciuto quando io e Stephen ad inizio stagione abbiamo unito le forze, è stato divertente. Mi sarebbe piaciuto vedere più scene come quelle e credo che lo spinoff potrebbe darmi questa opportunità.

Che cosa si sa dello status di Green Arrow and the Canaries? Sai quando si dovrebbe sapere qualcosa sulla serie?
Onestamente non lo so, ma anche perché con i tempi che corrono nessuno sa nulla di preciso. Io sono una persona molto positiva. Sono fiduciosa e credo che verremo promossi a serie, perché penso che l’idea dello show piaccia molto. E’ fresca e se mai c’è stato un momento in cui tre donne, tre eroine, potevano essere le protagoniste di uno show, è proprio quello che stiamo vivendo ora. Amo la famiglia di Arrow ed i nostri fan e penso che andrà tutto bene. Credo che ce la faremo.

Cosa sei più impaziente di esplorare in questo nuovo capitolo della vita di Laurel?
La storia di Black Siren e della sua vita, come sia arrivata nel 2040 e in generale l’idea di lei che guida questo gruppo di eroine con Green Arrow e Black Canary. Mi piace interpretare un’eroina. Mi piace interpretare una cattiva… non vedo l’ora di tornare al ruolo.

Un’ultima domanda seria: quanto è diversa la Katie Cassidy a cui sto parlando ora da quella del pilot di 8 anni fa? Come sei cambiata come persona ed attrice?
Penso di essere molto più riconoscente. Penso di essere cresciuta molto personalmente e questo show mi ha davvero aiutata a farlo. Penso di essere grata, riconoscente e di aver imparato molto, di essere cresciuta insomma… hai una vita personale ed una vita professionale e bisogna solo continuare ad evolvere ed essere aperti a tutto.

CORRELATO A GREEN ARROW AND THE CANARIES

Arrow, la serie capostipite dell’Arrowverse, ha concluso la sua corsa negli Stati Uniti dopo 8 stagioni, mentre la stagione finale va in onda in anteprima ed in esclusiva per l’Italia ogni venerdì su Prime Action (canale 125 di Sky).

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