La cancellazione di Black Lightning spiega il mistero dei rating di The CW

È notizia di qualche giorno fa la cancellazione di Black Lightning, la cui 4^ stagione sarà ufficialmente l’ultima della serie. Il cast era da poco rientrato sul set per cominciate le riprese ad Atlanta, in Georgia, quando è stato dato l’annuncio della decisione da parte del network che, accolta comprensibilmente con dispiacere dai fan di un prodotto che resta comunque unico nel suo genere tra quelli offerti da The CW, li ha colti anche di sorpresa, considerato soprattutto quanti show siano resistiti negli anni in quel particolare network e con ascolti ben peggiori della serie creata da Salim Akil.

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Nonostante le apparenze, quindi, la risposta che cercate nel caso vi stiate domandano perché la serie sia stata cancellata, potrebbe non essere “a causa degli ascolti” o quantomeno non solo quella. È evidente come i rating della serie, che non sono mai stati particolarmente brillanti, nemmeno paragonati a quelli delle altre serie dell’Arrowverse (da cui Black Lightning si è tenuto per gran parte del suo percorso alla larga) siano stati in costante calo sin dal debutto dello show. Nella 1^ stagione la serie ha avuto una media di ascolti nella demo 18-49, la più importante per i network, di 0.56, che è calata a 0.30 nella 2^ stagione ed a 0.22 nella 3^.
I rating sono sempre stati innegabilmente bassi, ma è bene premettere che questo non è necessariamente un problema per The CW ed ecco il perché.

UN PO’ DI STORIA DELLA TV AMERICANA

In principio erano i “big three” (I grandi tre). La TV generalista americana era composta inizialmente da tre grandi network: la National Broadcasting Company (NBC), la Columbia Broadcasting System (CBS) e l’American Broadcasting Company (ABC). I primi due nacquero entrambi come network radiofonici tra il 1924 (la NBC) ed il 1927 (la CBS), mentre la ABC fu scorporata dalla NBC nel 1943, quando ci fu la necessità di suddividere le quote nel mercato radiofonico americano per evitare il rischio di monopolio da parte della NBC. Ad unirsi al gioco, arrivò in tempi decisamente più moderni (nel 1986) la FOX, seguita a ruota da The CW, nel 2006, network di proprietà di ViacomCBS Domestic Media Networks e di WarnerMedia che ne detengono entrambe il 50%, dando vita definitivamente a quello che è il panorama attuale della televisione americana con i suoi ormai noti “big five” (I grandi cinque).

C’è però un caratteristica che differenzia The CW dal resto dei network americani e cioè che quest’ultimo è l’unico ad essere usato dai suoi proprietari e fondatori come un contenitore delle serie da loro prodotte. In sostanza, mentre gli altri network hanno una concreta partecipazione finanziaria negli show che mandano in onda, perché ne comprano a volte la licenza per la messa in onda da uno studios esterno, The CW non ha lo stesso problema. Ecco spiegato anche perché i network abbiano tutti gli interessi a che i prodotti che trasmettano facciano buoni ascolti live, perché è proprio ai rating che sono legate le chance di rinnovo dei diversi show e quindi di una successiva sindacazione (di cui parleremo più avanti). Al al contrario, The CW, viene invece usata in maniera molto diversa: trasmettendo solo serie prodotte da ViacomCBS e Warner, il network non si preoccupa di dover pagare salate licenze, né ha una partecipazione finanziaria negli show, se non infinitesimale, di conseguenza e a differenza dei suoi avversari, può permettersi di ignorare i rating perché è l’unico network che viene usato come una vetrina in cui ViacomCBS e Warner riversano i loro show. ViacomCBS e Warner, di fatto, non traggono quindi guadagni dalla vendita delle licenze ad altri network per la trasmissione dei loro prodotti, ma dalla distribuzione delle serie ai mercati internazionali, cosa che rende il dato degli ascolti nazionali quasi ininfluente.

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A confermare quanto sopra, nel 2013, Leslie Moonves, l’amministratore delegato della CBS, caduto ormai in disgrazia, dichiarò:
“The CW, come entità, può anche perdere soldi, tuttavia è di proprietà di due società che producono gli show che trasmette. Questi show ci portano più guadagni che perdite, quindi non andiamo in perdita e quegli show hanno comunque un mercato”. In sostanza quando ViacomCBS e Warner vendono uno show a The CW, si stanno limitando a spostare i soldi dalla mano destra alla sinistra, senza incorrere in eccessive perdite, cosa che spiega chiaramente il motivo per cui le serie, su quel network, resistano per così tanti anni con ascolti che sarebbero considerati inaccettabili per altri network o che porterebbero comunque ad una cancellazione assicurata.

IL CASO BLACK LIGHTNING

Per tornare a Black Lightning, quindi, sappiamo che la cancellazione della serie è giunta con la sua 4^ stagione, quando solitamente uno show può essere sindacato. La syndication (o sindacazione) è una pratica secondo cui le repliche di una serie che raggiunge il numero di 88 (o più recentemente di 100 episodi) possono essere trasmesse da emittenti consorziate ad un network al fine di aumentare i guadagni in termini di vendita di spazi pubblicitari che vengono calcolati, da quel momento in poi, su base nazionale.
Ecco il motivo per cui abbiamo sottolineato la parola “solitamente”, perché un prodotto della TV generalista, che è normalmente composto di 22 episodi a stagione, raggiunge il totale delle 88 puntate necessarie per la sindacazione quando arriva alla 4^ stagione, motivo per cui è molto raro che uno show arrivato al suo 3° anno di vita venga cancellato senza essere rinnovato almeno per un’ultima volta.

Nel caso della serie con protagonista Cress Williams, tuttavia, le cui 4 stagioni raggiungeranno nel 2021 un totale di soli 58 episodi, le cose sono andate diversamente perché, comunque vada, in un solo anno non si arriverà mai al magico numero di 88/100 episodi.

Tornando quindi a fare riferimento alle dichiarazioni fatte a suo tempo da Moonves, che vanno ritenute ancora attuali, la chiave di lettura di cui tenere conto è che, sebbene The CW sia di fatto un network in perdita, queste perdite devono essere considerate accettabili fino a che (d’oh!) non lo sono più. Anche per questa realtà deve presumibilmente esserci una sorta di tolleranza accettabile oltre la quale si decide di non procedere più con una serie e forse Black Lightning non vende così bene all’estero o più semplicemente ci sarebbe voluto troppo tempo per giungere alla sindacazione.

Di recente The CW ha annunciato di stare sviluppando uno spinoff di Black Lightning con protagonista Khalil Payne, alias Painkiller (Jordan Calloway), il che metterebbe lo show originale nella difficile posizione di essere considerato un prodotto meno “giovane” e quindi meno centrato per il target di The CW, soprattutto dopo la notizia che China Anne McClain (Jennifer Pierce/Lightning) avrebbe deciso di prendersi una pausa dalle scene e che non sarebbe rimasta nella serie nemmeno se fosse stata rinnovata. Tra questo scossone dato al cast, il fatto che una serie più invecchia, più costa e che per far raggiungere a Black Lightning gli 88/100 episodi necessari per la sindacazione, il network avrebbe dovuto produrre almeno altre due stagioni, è plausibile ipotizzare che si sia deciso di staccare la spina prima che quella “accettabile” perdita economica di cui parlava l’ex CEO di CBS diventasse una vera e propria emorragia.

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