Lupin: chi è il personaggio che ha ispirato la serie tv Netflix

Prima che Omar Sy fosse scelto come protagonista di Lupin, il personaggio a cui la serie tv di Netflix si ispira è stato protagonista di 17 romanzi, manga e numerose trasposizioni televisive e cinematografiche, tra cui un film muto del 1916 ed Arsène Lupin, pellicola della Metro-Goldwyn-Mayer del 1932, in cui John Barrymore, il nonno di Drew Barrymore, vestì i panni del ladro gentiluomo. Lupin fu adattato diverse volte anche per la TV e fu interpretato – tra gli altri – nel 1971 da Georges Descrières e nel 1995 da François Dunoyer.

Nel 1967 il mangaka Monkey Punch creò poi Lupin III, “nipote” del celebre personaggio francese che si guadagnò l’opzione per una serie di cartoni animati che resero il personaggio famoso in tutto il mondo tra gli anni Settanta ed Ottanta.

CHI ERA MAURICE LEBLANC, L’AUTORE DI LUPIN

L’idea del personaggio di Lupin si deve a Maurice Leblanc, un giornalista ed autore di racconti brevi, nella Parigi della fine del 1800, che raggiunse l’apice del successo nel 1906, quando l’editore della rivista Je Sais Tout gli commissionò una serie di storie sul crimine per cercare di riprodurre in Francia e con un personaggio nostrano lo stesso successo che Sherlock Holmes aveva raggiunto in Inghilterra. Nacque così il primo racconto di Lupin, L’Arrestation d’Arsène Lupin, nel quale il passeggero di una nave a vapore di nome Bernard d’Andrézy, trascorreva il suo tempo flirtando con diverse donne e cercando di scoprire l’identità del famoso ladro di nome Lupin, che si concludeva con la rivelazione finale che Bernard era in realtà Lupin. Fu subito un successo.

Nel 1907 Leblanc pubblicò infatti il suo primo romanzo, intitolato Arsène Lupin gentleman-cambrioleur, che decretò il mito di Lupin. La sua fama fu tale che cominciò seriamente a rivaleggiare con Sherlock Holmes, con il quale si creò una sorta di bonario antagonismo, tanto che Leblanc creò più avanti un personaggio di nome Herlock Sholmes, che venne poi inserito in alcuni suoi romanzi.

A CHI È ISPIRATO LUPIN?

Per il suo Lupin, Maurice Leblanc rivelò di essersi ispirato alla storia dell’anarchico Alexandre Marius Jacob che rubava ai poveri per sostenere gli anarchici ed i più bisognosi e che in pochissimi anni mise a segno ben 106 rocamboleschi furti ai danni di quelli che considerava i ricchi parassiti della società. Strenuo ammiratore di medici, artisti e scienziati, il “vero Lupin” si rifiutò sempre di inserirli tra le sue vittime ed era considerato un gentiluomo per il modo in cui usava distribuire i proventi dei suoi furti, tenendo per sé solo lo stretto indispensabile, per il suo acume e soprattutto per la sua scelta non violenta, maturata dopo un arresto che gli costò 6 mesi di carcere per aver tentato di costruire una bomba.

Arrestato nuovamente nel 1903 e con un’accusa da pena capitale sulla testa, per aver commesso ben 150 furti, Jacob si difese strenuamente in tribunale davanti ai giudici con un’arringa divenuta ormai famosa in difesa delle sue azioni e del suo credo politico che gli valse la salvezza dal patibolo, ma non dal carcere a vita. Dopo 23 anni di prigionia trascorsi nel nel bagno penale della Cayenna, dal quale tentò di evadere ben 17 volte, gli fu concessa la grazia.

UN LUPIN DIVERSO NELLA SERIE TV NETFLIX

George Kay (CriminalKilling Eve), sceneggiatore della serie assieme al francese François Uzan (Family Business), parlando del Lupin di Omar Sy, ha affermato che il bello di un personaggio tanto carismatico e affascinante è che ci si trova inevitabilmente a tifare per lui, anche se questo significa vedergli commettere un crimine.
Kay ha anche ammesso di non essere mai stato un fan del personaggio prima di essersi messo al lavoro sulla serie, sottolineando come il suo intento non sia mai stato quello di trasportare il Lupin di Leblanc nel 21° secolo, come è stato fatto per esempio con lo Sherlock della BBC, ma di mostrare la Francia attraverso gli occhi di un personaggio di diversa origine etnica che, senza essere un Robin Hood, potrebbe far scoppiare la bolla dell’establishment francese con le sue evidenti diseguaglianze sociali.

Il Lupin di Netflix è una serie in cui l’opera letteraria di Leblanc diventa quindi quasi un personaggio a se stante, che viene omaggiata con riferimenti come quello del poliziotto amante dei romanzi o del pellegrinaggio dei “Lupinofoli” a Etretat, che vediamo nell’ultimo episodio della prima parte della stagione e che trae ispirazione da una scena che si legge in L’aiguille creuse.

COME LA CRITICA FRANCESE HA ACCOLTO LUPIN

Lupin si è dimostrato da subito un prodotto molto divisivo, con una critica – soprattutto in Francia – che non ha risparmiato complimenti né severi giudizi nei confronti della produzione di Netflix.

Netflix ha prodotto una serie che trasforma il monumento letterario di Maurice Leblanc in un blockbuster contemporaneo. Con scene d’azione eseguite in modo impeccabile, dialoghi strabilianti ed una messa in scena elegante”. Primo

La versione di Omar Sy tratta la questione delle diseguaglianze sociali e razziali. Il personaggio affronta un banditore d’asta che fatica a credere che un uomo con la pelle del suo colore possa essere un multimilionario, si nasconde dietro al travestimento di un invisibile addetto delle pulizie del Louvre ed evoca la Franciafrica”.  L’Huffington Post

Il risultato è sicuramente accattivante, ma manca di eleganza e trasgressione. Il ladro gentiluomo si trasforma in un gentile prestigiatore”. Le Figaro

La dialettica comico-suburbana di serie B già prodotta da Luc Besson e lo spirito cartoonesco di un Avengers qualsiasi. Azione mal eseguita, scrittura scadente, cliché seriali”. The Obs

La prima parte della 1^ stagione di Lupin è disponibile su Netflix da venerdì 8 gennaio 2021.