In mezzo alle innumerevoli versioni di Sherlock Holmes che abbiamo visto negli anni, è davvero difficile distinguersi e riuscire a fare qualcosa di personale. La serie della BBC creata da Steven Moffat ci è riuscita, e ha consegnato agli spettatori una delle incarnazioni più famose del personaggio. Negli anni in cui Robert Downey Jr interpretava il personaggio al cinema nei film – più action – diretti da Guy Ritchie, in tv sulla BBC spopolavano Benedict Cumberbatch e Martin Freeman. La serie Sherlock è una delle più amate degli ultimi anni, e nell’elenco che segue potete trovare alcune interessanti curiosità e retroscena.

Cumberbatch non amava i suoi capelli nella serie

Così come il personaggio di Sherlock non apprezza essere riconosciuto per alcuni tratti che non gli appartengono, come il famoso cappello con il quale viene immortalato in una foto, anche Cumberbatch non apprezzava qualcosa del suo look nella serie. In occasione del suo ritorno per la seconda stagione, l’attore aveva dichiarato: “In La talpa i miei capelli erano corti e biondi, e non mi piaceva molto tornare ancora a questo taglio per questa seconda serie. Non riesco a pensare a un confronto più spiritoso o più accurato, ma penso solo che mi facciano apparire un po’ come una donna”.

Esiste un altro pilot della serie

La versione iniziale della serie era un po’ diversa, ed esiste un pilot alternativo di un’ora a confermarlo. Inizialmente l’episodio doveva somigliare di meno ad un film, e più a un episodio di Law & Order: SVU. Questa versione di Sherlock di Cumberbatch è più vulnerabile e umana, meno distaccata e fredda, e addirittura commette degli errori gravi. La trama rimane quella di Uno studio in rosa, ma lo svolgimento è un po’ diverso.

Cumberbatch è sempre stato la prima scelta per il ruolo

Steven Moffat e Mark Gatiss erano ben convinti della scelta di Benedict Cumberbatch nel ruolo di protagonista della serie. Erano rimasti infatti impressionati dal suo ruolo in Espiazione di Joe Wright, e Moffat addirittura aveva visto delle somiglianze tra quel personaggio e il suo Sherlock. All’epoca Cumberbatch non era così famoso, ma i due autori della serie lo hanno contattato per il ruolo e non c’è stato bisogno di cercare altri candidati.

Matt Smith poteva essere Watson

Oggi è facile accostare il volto di John Watson a quello di Martin Freeman, anche grazie alla chimica in scena con Cumberbatch. Eppure Matt Smith era stato preso in considerazione per la parte dell’assistente di Holmes. Matt Smith è noto soprattutto per il ruolo dell’undicesimo Dottore in Doctor Who, in un momento in cui Steven Moffat curava la serie. Matt Smith fece un provino per il ruolo, ma a quanto pare la sua prova fu giudicata troppo intensa – somigliava più a Sherlock – e quindi fu scartato.

Non è la vera Baker Street

Una curiosità su Sherlock facile da immaginare, ma la famosissima Baker Street, precisamente numero 221, della serie non corrisponde a quella vera. In realtà lo show è girato a North Gower Street, vicino Euston Square. Nella vera Baker Street si trova un museo di Sherlock Holmes e un negozio di souvenir.

Molly Hopper non doveva rimanere a lungo

Il personaggio di Molly Hopper, interpretata da Louise Breadley, non doveva rimanere nello show per più di una scena. Personaggio originale, non doveva nemmeno essere una regular nella serie, e invece è diventata una delle più ricorrenti tra le figure secondarie. Decisiva è stata la performance della Breadley, che ha davvero sorpreso tutti al punto da far cambiare loro idea e ripensare il suo personaggio anche per altri episodi.

Andrew Scott ha creato da zero il suo Moriarty

Non c’è dubbio che il villain Moriarty sia uno degli elementi più di successo e amati della serie. Il suo interprete Andrew Scott ha fatto un gran lavoro per caratterizzarlo, ed è partito praticamente da zero. Non ha voluto leggere nulla delle opere di Conan Doyle in cui appare il personaggio, né ha visto altri attori interpretarlo. Ha dichiarato: “Quello che davvero non volevo fare era copiare qualsiasi altro cattivo. Quindi non ho visto nessuna delle incarnazioni di Moriarty prima. In un certo senso ho rischiato, semplicemente abbandonandomi a quella che pensavo fosse l’oscurità dentro di me”.

Il blog di Watson esiste

La campagna virale di Sherlock ha previsto anche la creazione di un vero blog di Watson, che nella finzione della serie è un sito sul quale vengono raccontati i casi. Certo, non è più aggiornato, ma si può accedere a tutti i racconti che corrispondono alle varie puntate, con tanto di commenti dei protagonisti.

Amanda Abbington non conosceva il suo colpo di scena

Nel terzo episodio della terza stagione della serie si scopre un segreto cruciale sul personaggio di Amanda Abbington, Mary Morstan. L’attrice tuttavia ha dichiarato di non essere a conoscenza del background del suo personaggio durante le riprese dei primi due episodi della stagione. Ed è solo quando ha ricevuto il copione dell’ultima puntata che ha potuto scoprire la verità.

Watson non sa guidare

Durante le riprese della seconda stagione della serie, un limite di Martin Freeman ha influenzato la scrittura di un episodio. L’attore infatti non sapeva guidare, e quindi la sceneggiatura è stata cambiata per far guidare Sherlock Holmes fino a Dartmoor. Nella prima versione, più in linea con i personaggi, doveva essere Watson a guidare. Nella terza stagione il personaggio guida la macchina, ma in realtà la scena era finta. Freeman ha imparato a guidare solo nel 2013, per le riprese della serie Fargo.

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Fonte: FS